Secondo un recente sondaggio sui dati del 2025, il 92% degli autisti non passerebbe la prova d'esame. In cima alla classifica delle promozioni il Trentino, chiude la Calabria
Uno su mille ce la fa, anzi solo l'8% degli automobilisti italiani. Da Nord a Sud, la maggior parte degli autisti di oggi (il 92%) non passerebbe l'esame per la patente B, secondo un recente sondaggio di Autoscout. Inoltre, secondo i dati forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel 2025, il numero delle prove d’esame per ogni patente è stato il più alto degli ultimi 20 anni (2.314.213) proseguendo la costante risalita dal ‘pandemico’ 2020. I dati ministeriali sono inequivocabili, smentendo e avvalorando luoghi comuni: per esempio le donne, notoriamente più studiose a ogni grado di scuola, hanno quote simili negli esami di teoria, ma peggiori non di poco in quelli di guida.
Come funziona il test
Il test è stato strutturato su 20 domande ufficiali scelte tra quelle convalidate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e utilizzate in sede di esame, imponendo la soglia massima di 2 errori per il superamento, garantendo così lo stesso rapporto della prova reale da 30 quesiti e 3 errori consentiti.
L'esito è stato sorprendente e ha evidenziato che soltanto l'8% dei partecipanti avrebbe superato la prova a pieno titolo. I risultati cambiano da zona a zona: l'analisi territoriale colloca in cima alla classifica delle promozioni il Trentino-Alto Adige (12%), l'Abruzzo (11,9%) e l'Umbria (11,7%), mentre nelle posizioni di coda si trovano le Marche (4,1%), la Calabria (3,9%), la Sardegna e la Sicilia (entrambe al 5,3%).
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Il rapporto degli italiani con la guida
I dati confermano un rapporto mutato tra gli italiani e un documento che risulta meno importante che in passato, rimandabile o non fondamentale. Numeri reali e analisi sono allineati sul cambiamento di abitudini. Per esempio, l’’Osservatorio di Segugio.it ha rilevato come tra gli over 50 la percentuale di chi ha preso la patente a 18 anni è del 72%. Un numero che crolla al 46% tra i giovani under 25. Deciso anche il calo di auto intestate a loro, scese sotto le 600 mila nell’arco di un decennio con una flessione del 33%.
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Questioni economiche e di aspirazione
Non è questione solo economica, ma più complessa in cui rientra una scarsa attitudine allo studio, sottolineata da ogni titolare di autoscuole, come l’ansia a prendersi responsabilità (anche e soprattutto dopo aver preso possesso di un’auto) e a interessi diversi da quelli di padri e nonni. Nel 2025, il numero delle prove d’esame per ogni patente è stato il più alto degli ultimi 20 anni (2.314.213) proseguendo la risalita dal 2020. E ciò che emerge è la diversità tra città e provincia. In quest'ultima, la patente serve di più. Nelle maggiori città, la mobilità alternativa (mezzi pubblici, biciclette, monopattini, scooter, car-sharing) non rende necessaria l'auto. Tra i privatisti risultano respinti quasi 8 candidati su 10, a conferma che il ‘fai da te’, affidato esclusivamente ad app e siti online, non garantisce una migliore capacità di apprendimento.