La rete del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è distribuita in 13 regioni italiane e rappresenta il cuore pulsante dell’innovazione nel settore. All’interno dell’Auditorium della Tecnica della capitale un percorso espositivo che racconta la mobilità di domani
MOST 2025 – L’innovazione che unisce, è l’evento nazionale del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile – MOST che si apre oggi all’Auditorium della Tecnica a Roma. Per due giorni si riuniscono istituzioni, università e imprese per raccontare il nuovo volto della mobilità. Un appuntamento che segna la conclusione del percorso PNRR e l’avvio di una nuova fase di sviluppo per il Centro, che oggi si conferma come piattaforma strategica per l’innovazione e la competitività del Paese. Nel corso delle giornate si alterneranno le voci dei principali attori della mobilità: Presidenti, CEO e Rettori impegnati a confrontarsi sui temi di digitale, energia, materiali e infrastrutture e la collaborazione pubblico-privata.
L’obiettivo di MOST
Rendere la mobilità più green, digitale e accessibile, attraverso la costruzione di un ecosistema nazionale per trasformare la conoscenza in prodotti e servizi innovativi pronti per il mercato. Questo è l’obiettivo principale di MOST. In tre anni, hanno lavorato oltre 2.000 ricercatori ed esperti del settore, affiancati da 700 nuove assunzioni, impegnati in più di 91 progetti di ricerca e sviluppo. Il risultato è una rete italiana di competenze multidisciplinari, infrastrutture e imprese, che copre diversi settori dall’automotive alla logistica, dall’aerospazio al ferroviario e alla mobilità urbana e attiva. “A distanza di tre anni, possiamo sostenere che le attività del Centro hanno un impatto tangibile lungo l'intera filiera: i prototipi oggi esposti ne sono la concreta testimonianza”, ha dichiarato Ferruccio Resta, presidente del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. “Ma il percorso è ancora lungo. È sempre più fondamentale presidiare l'innovazione tecnologica in settori industriali strategici come quelli dei veicoli e delle infrastrutture, cogliendo le opportunità offerte dalla guida autonoma, dalla robotica per la logistica, dai droni per il trasporto di merci o dalle nuove tecnologie dei dati applicate alla manutenzione predittiva”.
Il commento del Ministro dell’Università e della Ricerca
Negli ultimi “3 anni il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile ha unito oltre 2.800 esperte ed esperti, 24 università, 24 imprese e il CNR. Ha trasformato la ricerca in tecnologia e la tecnologia in soluzioni concrete” ha sottolineato Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca intervenuta in un video messaggio. “Abbiamo stanziato 300 milioni di euro per il 2027 e 2028 per garantire continuità proprio a progetti come MOST, perché investire sulla mobilità sostenibile significa investire sull’Italia. MOST è la dimostrazione che il PNRR non è solo un piano di ripresa, ma è un investimento sull’oggi con una visione strategica per il futuro”.
La ricerca che orienta la politica
Ampio spazio durante l’evento è dedicato agli Osservatori MOST, i think tank dedicati ai principali ambiti della mobilità e dei trasporti: SUNRISE (SUstaiNable Road InfraStructure Evolution) per la mobilità su gomma, Freight Insights per il trasporto merci e la logistica, IOSCA (Italian Observatory for Sustainable Civil Aviation) per l’aviazione civile e MOBISCO per la mobilità scolastica, analizzando dati, trend e previsioni per offrire una visione aggiornata dell’evoluzione del sistema dei trasporti in Italia. Dalle emissioni e dai consumi energetici alle trasformazioni tecnologiche, economiche e comportamentali, gli Osservatori forniscono strumenti di conoscenza e interpretazione utili a comprendere la transizione del settore verso modelli più efficienti e digitalizzati, fornendo basi conoscitive solide per orientare politiche pubbliche, strategie industriali e scelte di investimento.
I prototipi che raccontano l’innovazione: la city car
Durante l’evento all’interno dell’Auditorium ha preso forma un percorso espositivo che racconta la mobilità di domani. Oltre trenta prototipi mostrano il risultato della collaborazione tra università e imprese. Tra i protagonisti dell’evento MOST figurano i prototipi e i servizi sviluppati per la guida autonoma e connessa, dai citycar di nuova generazione alle infrastrutture digitali capaci di dialogare con i veicoli. In particolare, la citycar elettrica si distingue per la doppia batteria intercambiabile e ricaricabile anche tramite pannelli solari: mentre una batteria alimenta il veicolo, l’altra può essere ricaricata comodamente a casa, riducendo tempi e costi. Le batterie più compatte contribuiscono a contenere il prezzo del veicolo, rendendolo più leggero, efficiente e sostenibile, con un’autonomia fino a 250 km. Il progetto introduce inoltre un sistema di assistenza intelligente alla guida. Pneumatici a bassissimo coefficiente di rotolamento e l’adaptive control del veicolo completano le caratteristiche di una nuova generazione di auto elettriche urbane, accessibili e modulari.
Le smart road
Riguardo alle infrastrutture digitali e alle smart road una delle prime sperimentazioni è stata condotta sulla tangenziale di Napoli, candidata a diventare la prima smart road italiana. Le strade intelligenti utilizzano reti di sensori, antenne e sistemi 5G per scambiare informazioni tra veicoli e infrastrutture, migliorando la sicurezza anche per pedoni e ciclisti. E ancora. Il mobility digital twin è il gemello digitale della mobilità urbana: è lo strumento di data analytics e simulazione della mobilità che elabora milioni di dati e produce previsioni in tempo reale e strategie di regolazione per ridurre congestione, emissioni e incidenti sulle strade e autostrade urbane. In questo contesto, l’approccio human-centred guida la ricerca sul rapporto tra persone e tecnologie, con l’obiettivo di costruire una mobilità inclusiva e accessibile, comprendendo come l’innovazione possa migliorare la qualità della vita urbana e la sicurezza di tutti i cittadini. Attraverso simulatori di guida in realtà virtuale e sensori biometrici, i ricercatori analizzano le reazioni emotive e cognitive degli utenti in scenari di mobilità mista, dove convivono veicoli tradizionali e a guida autonoma.
La mobilità leggera
Nel campo della mobilità leggera, la ricerca si concentra sullo sviluppo di veicoli elettrici a due ruote, progettati per una mobilità urbana efficiente e soprattutto più sicura. Le innovazioni riguardano la progettazione di city bike e cargo bike di nuova generazione, equipaggiate con pneumatici sensorizzati in grado di dialogare con il sistema on-board unit, che integra i dati provenienti da sensori e componenti del veicolo. Queste tecnologie permettono funzioni di manutenzione predittiva e di comunicazione V2X (Vehicle-to-Everything), migliorando comfort e controllo dei mezzi in contesto urbano. Un’attenzione particolare è dedicata alla modularità e ai materiali innovativi: telai leggeri e componenti sviluppati in stampa 3D consentono una rapida riconfigurazione del veicolo, rendendo le bici adattabili a diversi usi, dal trasporto personale alle attività di last mile delivery. La smart e-cargo bike integra soluzioni progettuali per aumentare la stabilità, la visibilità e la sicurezza durante la guida in aree urbane dense di traffico. La ricerca ha inoltre portato allo sviluppo di stazioni di ricarica fotovoltaiche autonome, dotate di pannelli da 700 Wp e batterie al litio da 10 kWh, capaci di alimentare fino a sei e-bike contemporaneamente.
Il trasporto aereo
Nel settore della mobilità aerea, la ricerca punta allo sviluppo di droni di nuova generazione e piattaforme aeree avanzate, in grado di operare anche in condizioni complesse e ambienti estremi. Nei laboratori di testing vengono simulate situazioni reali, come raffiche di vento, turbolenze o scenari urbani intricati, per testare materiali, componenti e sistemi di controllo automatico. Tra le applicazioni più interessanti, il trasporto merci via drone con voli BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight) e carichi fino a 40 kg con l’obiettivo di migliorare la continuità territoriale e la logistica avanzata. Particolare attenzione è dedicata anche all’impatto acustico: uno degli ostacoli principali alla diffusione su larga scala dei droni è infatti il rumore. In risposta, sono in corso test acustici e sperimentazioni con materiali e configurazioni aerodinamiche progettate per abbattere le emissioni sonore.
Il trasporto marittimo
Nel trasporto marittimo, la ricerca si concentra sullo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate e sull’utilizzo di nuovi materiali leggeri e resistenti, pensati per migliorare efficienza, prestazioni e sicurezza in navigazione. Sono state progettate imbarcazioni sperimentali alimentate da fonti rinnovabili, come l’energia solare e l’idrogeno, e costruite con componenti modulari e materiali compositi di ultima generazione, per ottimizzare peso, stabilità e consumo energetico. Queste tecnologie sono state testate in competizioni internazionali dedicate alla nautica innovativa, dimostrando il potenziale delle nuove soluzioni per l’industria marittima. La ricerca prosegue inoltre nello sviluppo della navigazione autonoma e della collaborazione tra veicoli di superficie e sottomarini, con l’obiettivo di creare infrastrutture sperimentali per l’analisi dei dati, il monitoraggio e la sicurezza in mare.
Le linee ferroviarie
MOST affronta le sfide della mobilità su rotaia, puntando su efficienza, digitalizzazione e sicurezza. Le linee secondarie e le tratte non elettrificate trovano una nuova soluzione sostenibile nel treno bimodale, alimentato sia da pantografo sia da batteria, ideale per gallerie e percorsi regionali. Sono stati inoltre sviluppati droni VTOL per il monitoraggio aereo delle linee ferroviarie, capaci di operare anche in zone a rischio dopo eventi meteo estremi e di inviare immagini in tempo reale ai centri di controllo. Parallelamente sono stati messi a punto, sistemi di manutenzione predittiva basati su sensori e intelligenza artificiale che rilevano anomalie su binari e convogli, prevenendo guasti e incidenti. Accanto all’area espositiva principale, lo spazio dedicato all’Open Innovation riunisce startup e PMI impegnate nello sviluppo di soluzioni che spaziano dai nuovi materiali e sistemi di accumulo energetico all’intelligenza artificiale per l’efficienza dei trasporti, fino alla gestione dei dati, al monitoraggio ambientale e alla mobilità connessa. L’iniziativa conferma l’impegno del Centro nel favorire il dialogo tra ricerca e impresa, creando sinergie che alimentano nuove competenze, trasferimento tecnologico e opportunità di mercato.