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Maria Antonietta, storia della regina di Francia decapitata il 16 ottobre del 1793

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 5 ottobre

7' di lettura

Nata a Vienna nel 1755, fu promessa sposa all’erede al trono francese quando aveva 11 anni. Sposò il sedicenne Luigi XVI, senza averlo mai visto prima, all’età di 15 anni. Sotto il loro regno, la rivoluzione francese rovesciò la monarchia

Maria Antonietta, regina di Francia, è uno dei personaggi più affascinanti e spesso disprezzati della storia. Ritenuta superficiale, amante del lusso e dello sfarzo, spendacciona e giocatrice, viene ricordata per una presunta frase che avrebbe pronunciato riguardo al popolo francese affamato: “Che mangino brioche”. In realtà, la figura della regina francese è molto più complessa e tragica. Data in sposa al futuro erede francese, il sedicenne Luigi XVI, nel 1770 quando aveva solo 15 anni, sotto il loro regno scoppiò la rivoluzione francese che rovesciò la monarchia e portò entrambi i regnanti alla decapitazione.

Le origini austriache di Maria Antonietta

Penultima dei sedici figli dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e di Francesco I di Lorena, Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena nasce il 2 novembre del 1755 a Vienna, in un periodo di grave instabilità per le monarchie europee. Già undicenne, nel 1766, la giovane viene promessa sposa al “Delfino” di Francia, Luigi XVI. I due si sposano nel 1770 senza essersi mai visti prima in un matrimonio colossale e alla presenza di più di 5mila invitati, organizzato per cementare i rapporti tra la Francia e l’Impero d’Austria.

La vita a Versailles di Maria Antonietta

Alla corte francese la giovanissima Maria Antonietta coltiva una vita sociale intensa, seppur osteggiata dall’aristocrazia che la vedeva come “la straniera”. In un primo momento, con i suoi modi garbati e gentili e contrapponendosi alla favorita del re, la contessa Du Barry, la futura regina di Francia riesce a riscuotere simpatia tra i sudditi e la nobiltà, ma il favore del popolo nei suoi confronti è di breve durata. Alla difficile situazione a corte si aggiunge la fredda relazione con il marito Luigi XVI che, per molto tempo dopo le nozze, non consumò il matrimonio e non condivise con lei neanche il letto.

La morte di Luigi XV e l’incoronazione di Luigi XVI

Nel 1775, quando Maria Antonietta e il marito Luigi hanno 19 e 20 anni, muore il re Luigi XV. La coppia diventa regnante di Francia in un periodo in cui il Paese è attraversato da una difficile condizione finanziaria. Il regno è profondamente indebitato dopo la guerra di sette anni combattuta tra il 1756 e il 1763 e ad aggravare la situazione, nel 1776, Luigi VI decide di partecipare a un’altra costosa impresa bellica, iniziata dai coloni americani contro il Regno Unito.

Lo stile di vita di Maria Antonietta

Il malumore riguardo all’economica della Francia, ridotta quasi sul lastrico, non viene diretto verso le discutibili scelte di politica estera di Luigi XVI ma colpisce, invece, lo stile di vita di Maria Antonietta, amante dello sfarzo, del lusso e del gioco. Alla regina viene dato un nuovo soprannome, quello di “Madame Deficit” e a lei vengono attribuite eccentriche spese per l’acquisto di abiti e gioielli preziosi, alcune delle quali spesso anche inventate dai suoi nemici a corte per denigrarla. Maria Antonietta, infatti, nel corso degli anni, seppur lontana dalle lotte tra fazioni, aveva stretto amicizia con una parte della nobiltà e questo le provocò contrasti con vari personaggi dell’aristocrazia francese.

La presunta frase: “Che mangino brioche”

Sempre a quegli anni, probabilmente, risale la presunta frase che l’ha resa celebre. A uno dei ministri che la stava avvertendo sul malessere del popolo che manifestava contro la mancanza del pane, Maria Antonietta avrebbe risposto: “Che mangino brioche”. L’affermazione è quasi sicuramente inventata, ma descrive comunque la difficile situazione in Francia tra il popolo e i propri sovrani. Il re non aveva speso molto per i sudditi neanche quando le finanze del regno erano state solide, intanto la nobiltà inizia a muoversi per riacquisire alcuni privilegi che aveva perso con la monarchia assoluta.

La figura di Maria Antonietta

Giovane e imprevidente, Maria Antonietta conduce a corte una vita dissoluta fatta di balli, partite e acquisti costosi. Intorno al 1777 la relazione con Luigi XVI sembra migliorare e dalla loro unione nascono quattro figli. Ma il carattere “leggero” della regina viene presto attaccato dalla stampa, dai sudditi e soprattutto dalla parte della nobiltà che la osteggiava facendola diventare il capro espiatorio di tutti i problemi del regno. In vari libelli e pamphlet, fatti circolare all’interno della corte francese e tra il popolo, Maria Antonietta viene accusata di numerosi comportamenti sconvenienti come di aver avuto incesti con suo figlio, aver partecipato a orge, aver avuto relazioni extra coniugali e lesbiche e soprattutto di manipolare il re per assecondare gli scopi dell’Austria.

La rivoluzione francese

L’inizio della fine per Maria Antonietta e Luigi XVI arriva nel 1789, dopo che gli aristocratici francesi compilano un elenco di lamentale, chiamato il “Cahiers de doléances”, chiedendo la convocazione degli Stati Generali, l’assemblea del popolo francese che non veniva più richiamata dal 1614. La riunione si tiene nel giugno di quell’anno a Versailles e durante il dibattito alcuni delegati mettono in discussione la stessa autorità del re. Il 17 giugno, poi, il Terzo stato, che rappresenta la borghesia, si riunisce autonomamente nell’Assemblea Nazionale Costituente decidendo, tre giorni dopo, di ottenere una riforma costituzionale. Al gruppo si uniscono anche molti esponenti del clero e della nobiltà. Intanto i reali di Francia stanno facendo i conti con un grave lutto, il 4 giugno era morto, all’età di 8 anni per tubercolosi, l’erede al trono. Il 27 giugno il re viene costretto a riconoscere come unica l’Assemblea Nazionale Costituente, mentre nel Paese continuano i tumulti e le manifestazioni del popolo che portano all’assedio della Bastiglia, una delle prigioni di Parigi, il 14 luglio del 1789, giornata celebrata ancora oggi in Francia come festa nazionale.

La fuga dei reali

Il 4 agosto, con l’adozione della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del Cittadino”, viene abolito il sistema feudale a favore dei principi riguardanti la sovranità popolare e la democrazia rappresentativa. La situazione continua a peggiorare fino a ottobre, quando una folla armata marcia verso Versailles. Maria Antonietta e Luigi XVI vengono scortati a Parigi nel palazzo delle Tuileries. Qui la regina conduce una vita riservata diventando vero e proprio ostaggio della rivoluzione fino al 1791, quando la coppia reale tenta la fuga verso i Paesi Bassi Austriaci. I reali vengono però riconosciuti, accusati di tramare contro la Francia e riportati a Parigi. Qualche mese dopo, a settembre, viene approvata la Costituzione che trasforma il Paese in una monarchia costituzionale. Con lo scoppio della guerra contro l’Austria, nel 1792, Maria Antonietta viene accusata di tramare con le monarchie europee per stroncare la rivoluzione e nell’estate dello stesso anno, dopo l’assalto del palazzo reale, il re e la regina sono costretti a rifugiarsi nella sede dell’Assemblea Legislativa.

La morte di Luigi XVI

Nei mesi successivi la situazione continua a peggiorare e migliaia di persone vengono uccise, accusate di atti “contro-rivoluzionari”, tra cui vari amici e confidenti della regina. Sotto processo finisce anche Luigi XVI, che viene ucciso sulla ghigliottina il 21 gennaio del 1973. Fino alla fine il re continua a proclamarsi innocente. “Perdono coloro che hanno causato la mia morte - sono le sue ultime parole - e spero che il mio sangue non debba mai ricadere sulla Francia”.

Il periodo del “Terrore” e la morte di Maria Antonietta

Dopo la morte di Luigi XVI, Maria Antonietta resta l’ultimo simbolo della monarchia in Francia. I Giacobini, l’ala più estremista della Convenzione che aveva acquistato potere dopo l’esecuzione del re, cominciano a far arrestare o uccidere gli esponenti dell’opposizione. Inizia quello che viene ricordato come il periodo del “Terrore”, durante il quale prende vita un regime repressivo, guidato da Maximilien de Robespierre, caratterizzato da una lunga serie di processi politici contro i “nemici della rivoluzione”. Nell’elenco dei “controrivoluzionari” rientra anche la regina di Francia accusata di varie colpe, che vanno dal tradimento all’incesto. Il processo inizia il 14 ottobre 1793, due giorni dopo arriva la condanna. Il 16 ottobre Maria Antonietta viene condotta al patibolo e decapitata a mezzogiorno e un quarto. Le sue ultime parole sono rivolte al boia Henri Sanson, a cui pesta un piede: “Perdonatemi signore, non l’ho fatto apposta”.

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