Accordo sul nucleare iraniano, cosa prevede il patto: la scheda

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Frutto di uno sforzo diplomatico durato 21 mesi, il documento è stato siglato a Vienna il 14 luglio 2015. Presenti i ministri degli Esteri di Teheran, Pechino, Parigi, Berlino, Mosca, Londra, Washington e l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue

Firmato nel 2015 con il fine di limitare e tenere sotto stretto controllo le attività della Repubblica islamica dell'Iran in campo atomico, l'accordo sul nucleare ha coinvolto le grandi potenze mondiali. È stato il frutto di uno sforzo diplomatico durato 21 mesi e conclusosi a Vienna il 14 luglio 2015. In quell'occasione i i ministri degli Esteri di Teheran, Pechino, Parigi, Berlino, Mosca, Londra, Washington e l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue sottoscrissero l'accordo. Tuttavia, nel maggio del 2018, gli Stati Uniti hanno annunciato l'uscita dal patto. Proprio gli Usa, in quell'occasione, hanno reintrodotto pesanti sanzioni economiche nei confronti di Teheran. In risposta a questa decisione l'Iran ha cominciato a ridurre gradualmente i suoi obblighi previsti dall'accordo e dopo la crisi scatenata dalla morte del generale Qassem Soleimani (CHI ERA), ucciso in un raid aereo statunitense all’aeroporto di Baghdad il 3 gennaio 2020 (LE FOTO DEL RAID - LE REAZIONI INTERNAZIONALI), il Paese asiatico ha annunciato di essere pronto a un arricchimento di uranio, che segnerebbe la fine del patto.

I passi successivi all'accordo

Il 20 luglio 2015 il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato una risoluzione in cui ha recepito l'intesa con una cornice temporale decennale. Il 16 gennaio 2016 sono state rimosse le sanzioni economiche e finanziarie di Ue, Onu e Usa legate al nucleare, dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) aveva verificato il rispetto degli impegni da parte iraniana.

I punti chiave del documento

In base all’accordo di 100 pagine siglato nel 2015, uno dei punti fondamentali riguarda le scorte di uranio arricchito. Nello specifico, entro il 2025 si dovrà scendere dai 10 mila chili in possesso nel 2015 dalle autorità di Teheran a 300 chili, con una riduzione del 98%. Prevista una moratoria di 15 anni sull'arricchimento dell'uranio al di sopra del 3,67%. Altro aspetto dell’accordo coinvolge le centrifughe: il loro numero sarà ridotto di due terzi, passando da 19 mila a poco più di 5 mila. Di queste ultime oltre mille saranno riconvertite per la produzione di isotopi per uso medico, utilizzati soprattutto nella lotta contro il cancro. Per quanto riguarda gli ispettori, quelli dell'Aiea avranno accesso costante ai siti nucleari iraniani, anche quelli militari. Infine, il punto sulla Commissione di controllo: un organo con tutti i membri dell'accordo, Iran compreso, ne monitora l'implementazione e si occupa di potenziali problemi e dispute. Il lavoro è coordinato dall'Alto rappresentante Ue.

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