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Attacco Usa all'aeroporto di Baghdad, ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani

2' di lettura

Il raid è partito nella notte, provocando otto vittime totali. L'ordine di uccidere Soleimani è arrivato dal presidente Trump, afferma il Pentagono. Khomeini: "Dura vendetta". Israele eleva l'allerta militare

Nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 gennaio un attacco missilistico americano ha colpito l'aeroporto di Baghdad, capitale dell'Iraq. Il raid è stato ordinato dal presidente Donald Trump, ha confermato il Pentagono. Otto le vittime, tra cui una figura chiave della strategia iraniana in Medio Oriente, il generale iraniano Qassem Soleimani (CHI ERA) e almeno altre sette persone (LE FOTO DELL'ATTACCO). Soleimani, hanno spiegato da Washington, stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell'area. Tra le altre vittime, anche Abu Mahdi al-Muhandis, il numero due delle Forze di mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq. Solo tre giorni fa milizie sciite avevano attaccato la sede diplomatica statunitense nella capitale.

Il Pentagono: "Proteggermo interessi"

Fonti del Pentagono hanno confermato che l'ordine dell'attacco è partito dal presidente Trump: "Proteggeremo sempre i nostri interessi", hanno sottolineato. Il raid ha avuto come obiettivo due target legati all'Iran a Baghdad, hanno poi aggiunto prima di confermare la noitizia della morte di Soleimani. L'ambasciata USA a Baghdad, in mattinata, ha sollecitato i cittadini americani a "lasciare l'Iraq immediatamente" dopo l'attacco. 

Le reazioni politiche

La morte di Soleimani ha suscitato le reazioni di tutto il mondo politico. Dall'Iran, dove hanno parlato sia il ministro degli esteri Javad Zarif che la prima forza politico-religiosa, l'Ayatollah Ali Khamenei chiedendo tre giorni di lutto nel Paese, fino a Israele, la Cina, Russia e Francia. 

E quelle dell'economia mondiale

All'apertura delle borse europee, il contraccolpo della notizia è stato chiaro, con un segno meno che ha caratterizzato le principali piazze Ue. Per quanto riguarda il petrolio, i timori di un’escalation militare in Medio Oriente dopo il blitz americano hanno fatto volare il Wti oltre quota 63 dollari al barile, ai massimi degli ultimi quattro mesi. In su anche il prezzo dell’oro.

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