Hebron, uccisi due soldati dell'Idf. Israele ordina il sigillo totale della Cisgiordania
MondoDue uomini armati hanno sparato per venti minuti contro i soldati dell’esercito israeliano nei pressi di uno dei molti check point che circondano la zona, uccidendone due e ferendone altri tre. I due attentatori sono poi stati neutralizzati. Il premier Netanyahu lancia una "vasta operazione" in risposta all'attacco. Abbattuti edifici arabi nei pressi di Hebron
A quattro giorni dalle elezioni parlamentari, Israele sigilla la Cisgiordania, in risposta all'attacco al check point di Hebron, in cui due uomini armati hanno sparato per venti minuti contro i soldati dell’Idf, uccidendone due e ferendone altri tre. Anche i due attentatori sono poi morti nello scontro a fuoco con i militari israeliani. Durissima la reazione del premier Benjamin Netanyahu, che ha subito parlato di una "vasta operazione" in risposta, ordinando di “imporre un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria (i territori della Cisgiordania occupata, come definiti da Israele, ndr)”. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città con circa 20 veicoli militari. L'Idf e lo Shin Bet, dopo l'attentato, hanno avviato un'operazione antiterrorismo nella città, che ''durerà diversi giorni'' e che prevede perquisizioni mirate per individuare e smantellare infrastrutture terroristiche e armi (MEDIO ORIENTE, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).
Lo scontro a fuoco a Hebron
Secondo la ricostruzione dell'esercito e da quello che emerge dai video pubblicati sui social, i due attentatori sarebbero Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, 27 anni, entrambi di Hebron. Quando si sono resi conto che non sarebbero riusciti a superare il check point - uno dei tanti che circondano la zona - per raggiungere la Route 35, a nord della città, hanno quindi aperto il fuoco contro una postazione dell'Idf, con un fucile d'assalto e una pistola. Nel loro veicolo sono state trovate varie munizioni: Israele non esclude che il piano fosse quello di un attacco di dimensioni più grandi. Hamas, che ha una forte presenza a Hebron, ha elogiato l'attentato lanciando un appello a prendere le armi.
Edifici di proprietà arabi abbattuti
Il ministro delle Finanze di ultradestra Bezalel Smotrich, architetto dell'espansione delle comunità ebraiche nella West Bank, ha dato ordine di abbattere gli "edifici abusivi" di proprietà araba nelle vicinanze del luogo dell'attentato. Diversi filmati postati sui social mostrano soldati dell'Idf che ordinano ai residenti palestinesi della zona di Farsh al-Hawa, vicino a Hebron, di evacuare le proprie case prima della demolizione, mentre alcuni edifici vengono distrutti dalle ruspe. L'Autorità palestinese parla di "una punizione collettiva".
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Idf e Shin Bet avviano perquisizioni mirate
L'Idf e lo Shin Bet hanno avviato un'operazione antiterrorismo che ''durerà diversi giorni''. Lo riferisce il portavoce dell'Idf. ''Le forze in campo hanno avviato perquisizioni mirate per individuare e smantellare infrastrutture terroristiche e armi, e interrogare sospettati. L'operazione è mirata e circoscritta all'area da cui operavano i terroristi". ''I residenti della zona interessata potranno uscire attraverso tre punti designati, previa verifica e interrogatorio. Chiunque susciti sospetti verrà trasferito per essere interrogato''. L'Idf afferma inoltre che le forze stanno conducendo operazioni antiterrorismo in diverse altre località in tutta la Cisgiordania ''per prevenire attacchi terroristici''.
Le elezioni in Israele, le tensioni e lo spettro della guerra
L’attacco arriva dopo i ripetuti allarmi lanciati nei giorni scorsi dal governo israeliano per possibili attacchi contro civili e soldati israeliani a ridosso delle elezioni, cruciali per Netanyahu. La tensione che anticipa il voto è altissima, tra i disordini nelle strade provocati dagli ultrareligiosi che protestano contro la leva obbligatoria, i candidati che ricevono minacce di morte, gli attacchi dei coloni estremisti in Cisgiordania e lo spettro del ritorno della guerra che incombe. A rinvigorirlo è stato anche l'ambasciatore Usa in Turchia Tom Barrack, secondo cui un attacco americano contro l'Iran potrebbe "assolutamente" avvenire già questo fine settimana.