Turchia, a Smirne lacrimogeni contro manifestanti pro LGBTQ

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La manifestazione si è svolta all'indomani di una vasta operazione di polizia a livello nazionale, che ha portato all'arresto di decine di persone nell'ambito di una campagna dichiaratamente volta, secondo il governo, a promuovere i valori tradizionali della famiglia

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La polizia turca ha lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti che nella città di Smirne protestavano contro il crescente accanimento verso gli attivisti LGBTQ: lo ha riferito un fotografo dell'Afp. La manifestazione si è svolta il giorno successivo a una vasta operazione di polizia a livello nazionale, che ha portato all'arresto di decine di persone nell'ambito di una campagna dichiaratamente volta, secondo il governo, a promuovere i valori tradizionali della famiglia. La comunità LGBTQ turca è sempre più nel mirino delle autorità: il presidente Recep Tayyip Erdogan l'ha definita un "movimento deviante" composto da "pervertiti". Circa 200 persone si sono radunate a Smirne per protestare contro gli arresti, scandendo slogan come "Non camminerete mai da soli" e "Che la vostra cosiddetta 'sacra famiglia' vada all'inferno", in riferimento alla motivazione addotta dal governo per i blitz.

Fermati due manifestanti, tra loro un avvocato

La polizia ha fermato due manifestanti, tra cui un avvocato. Ieri, il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha dichiarato che i blitz rientravano nell'iniziativa di Erdogan denominata "Decennio della Famiglia", volta a "proteggere i nostri figli, l'istituzione della famiglia e l'ordine sociale". Gli organizzatori della protesta di Smirne hanno respinto tale spiegazione in una nota. "Proteggere la famiglia non richiede di prelevare le persone dalle loro abitazioni alle prime luci dell'alba, di fare irruzione nelle sedi delle associazioni, di criminalizzare i difensori dei diritti umani o di trasformare l'identità e la stessa esistenza delle persone LGBTQ+ in oggetto di indagini", hanno affermato. 

L'Ue esprime preoccupazione per gli arresti

L'Unione Europea ha espresso preoccupazione per gli arresti e ha esortato Ankara a garantire il rispetto dei diritti umani. "La Commissione è preoccupata per i recenti arresti e i procedimenti legali avviati contro attivisti LGBTIQ+, associazioni per i diritti umani e aziende", ha dichiarato Christian Wigand, portavoce della Commissione Europea. Diversi account X e Instagram appartenenti a gruppi per i diritti e organizzazioni mediatiche sono stati bloccati in Turchia su richiesta delle autorità in seguito ai blitz.

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