Secondo un documento dell'intelligence, ottenuto dal portale di notizie Infobae, il deposto leader venezuelano liquidò l'avvertimento, sostenendo che alcuni intermediari, operanti come lobbisti tra il suo governo e funzionari statunitensi, gli avevano garantito che non vi sarebbe stata alcuna azione militare contro le istituzioni statali, né contro di lui o la sua famiglia
In Venezuela, un rapporto dell'intelligence descrive una riunione di alto livello tenutasi il 28 dicembre 2025, durante la quale l'allora ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, aveva messo in guardia sulla possibilità di un imminente attacco militare Usa (poi concretizzatosi il 3 gennaio scorso con la cattura di Nicolás Maduro). Di fronte a tale scenario, raccomandò di sospendere i permessi natalizi, rafforzare le unità militari e intensificare le attività operative su tutto il territorio. Secondo il documento, ottenuto dal portale di notizie Infobae, Maduro liquidò l'avvertimento, sostenendo che alcuni intermediari, operanti come lobbisti tra il suo governo e funzionari statunitensi, gli avevano garantito che non vi sarebbe stata alcuna azione militare contro le istituzioni statali, né contro di lui o la sua famiglia. Maduro era convinto - come affermò davanti ai presenti - che l'avvio dell'operazione anti-narcos 'Southern Spear', lanciata dall'amministrazione di Donald Trump, fosse soltanto una tattica di pressione. Anche il ministro degli Interni, Diosdado Cabello, e il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez nell'occasione cercarono di sminuire l'avvertimento di López.