Paolo Aita, figura di spicco della cinofilia venatoria in Friuli Venezia Giulia, è morto a 82 anni a Tolmezzo dopo un malore nella notte del 24 agosto. Fedele all'ironia che lo aveva accompagnato per tutta la vita, aveva preparato in anticipo il proprio necrologio, facendo incidere sulla lapide una frase destinata a far sorridere amici e parenti
Ha voluto congedarsi con un sorriso, come aveva vissuto. Paolo Aita, 82 anni, esponente di primo piano della cinofilia venatoria in Friuli Venezia Giulia, è morto a Tolmezzo, in provincia di Udine, in seguito a un malore nella notte del 24 agosto. Prima di andarsene aveva pensato a tutto, affidando ai suoi cari un necrologio scritto di suo pugno. Sulla lapide ha fatto incidere una frase che continua a far sorridere chi lo conosceva: "Cari amici e parenti, sono finalmente deceduto anch'io".
Una vita all'insegna dell'ironia
Tre volte campione del mondo di Sant'Uberto, la tradizionale competizione cinofilo-venatoria promossa dalla Federazione Italiana della Caccia, Aita era stato anche albergatore. In zona era conosciuto tanto per i suoi successi quanto per l'acume e lo spirito con cui affrontava ogni cosa. Un carattere che ha voluto lasciare impresso anche nel suo ultimo messaggio, secondo quanto riportato dal quotidiano Messaggero Veneto.
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"Trovatevi al bar a ricordare"
Nel testo affidato ai familiari, il cacciatore ha aggiunto un desiderio: "Ho ancora un ultimo desiderio: al termine del funerale, trovatevi tutti al bar per passare un'ora a ricordare gli episodi più esilaranti della nostra vita insieme. Mandi! Ci vediamo presto... forse".
La foto con il cane Alì
Per la lapide è stata scelta una fotografia che lo ritrae insieme all'amato cane Alì. Coerente fino all'ultimo con la sua passione, ha lasciato anche un'indicazione: "Non fiori, ma eventuali offerte al canile di Tolmezzo". Cacciatore da sempre, era socio della Federazione italiana della caccia.