Onu, due caschi blu uccisi in un'imboscata nel Sud Sudan

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Oltre ai due militari delle Nazione Unite morti, ci sarebbero anche sette feriti: tre caschi blu, due agenti del Servizio di Polizia Nazionale del Sud Sudan e due membri del personale civile. "Una violenza così letale contro il nostro personale impegnato a sostenere la pace nel Sud Sudan è inaccettabile", ha dichiarato Anita Kiki Gbeho, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite

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Due caschi blu sono stati uccisi in un'imboscata nello stato di Jonglei, nel Sud Sudan. Lo riferisce la Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (Unmiss) precisando che l'attacco, compiuto da "individui armati non identificati", è avvenuto mentre una pattuglia si stava dirigendo verso la città di Pajut e potrebbe "costituire un crimine di guerra". Oltre ai due caschi blu uccisi, ci sarebbero altri feriti: tre caschi blu, due agenti del Servizio di Polizia Nazionale del Sud Sudan e due membri del personale civile.

Un Paese in difficoltà

L'Unmiss ha dichiarato di aver schierato una "Forza di Reazione Rapida" nella zona. "Una violenza così letale contro il nostro personale impegnato a sostenere la pace nel Sud Sudan è inaccettabile", ha dichiarato Anita Kiki Gbeho, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e Capo dell'Unmiss. Il Sud Sudan, una delle nazioni più povere e corrotte al mondo, ha ottenuto l'indipendenza nel 2011, ma poco dopo è precipitata nella guerra civile. Un accordo di condivisione del potere ha posto fine alla guerra nel 2018, ma ultimamente si sta sgretolando, anche se il governo del Presidente Salva Kiir sta cercando di tenere le prime elezioni del Paese a dicembre.

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