Elezioni in Brasile, Bolsonaro Jr davanti Lula al primo turno: ballottaggio il 25 ottobre
MondoRibaltate le previsioni dei sondaggi alle presidenziali brasiliane: il candidato della destra ottiene il 47% contro il 45% del presidente uscente, con una differenza tra i due di circa 2 milioni e mezzo di voti. L'affluenza è stata del 79%. Il Partito liberale, principale forza del campo bolsonarista sarà il primo gruppo nel Senato
Il senatore di destra Flavio Bolsonaro ha ottenuto a sorpresa il primo posto davanti al presidente Luiz Inácio Lula da Silva nelle elezioni alla presidenza del Brasile; la sfida si deciderà al ballottaggio tra tre settimane, dato che nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta. In un risultato che ha smentito le proiezioni dei sondaggi, i quali davano Lula in vantaggio, Flavio Bolsonaro ha conquistato il 47% dei voti contro il 45% del presidente uscente. Se Bolsonaro dovesse trionfare nel voto del 25 ottobre, la principale potenza latinoamericana si unirebbe alla marcata svolta a destra che ha caratterizzato le recenti elezioni nella regione, una tendenza sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump.
La destra avanza in parlamento
I risultati elettorali hanno visto anche una serie di nette vittorie della destra in parlamento, rappresentando un duro colpo per Lula che, a quasi 81 anni, punta a un quarto mandato per consolidare la propria eredità politica. "Ammetto di essere stato convinto di vincere al primo turno. La partita sta per iniziare: nei tempi supplementari conquisteremo il popolo brasiliano", ha dichiarato l'ottantenne. Il veterano della sinistra ha definito le elezioni una battaglia tra democrazia e "barbarie", avvertendo gli elettori che la sovranità del Brasile era in gioco di fronte alle pressioni degli Stati Uniti.
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Fino a pochi mesi fa, Flavio Bolsonaro era un senatore poco noto; poi il padre lo ha designato suo erede politico, non potendo candidarsi in prima persona poiché sta scontando una condanna a 27 anni per un tentativo di colpo di Stato, seguito alla sconfitta elettorale del 2022. Tuttavia, il nome altisonante del padre ha conquistato l'elettorato conservatore del Paese, permettendogli di superare Lula nonostante una campagna elettorale segnata da scandali e accuse reciproche. "Sono davvero felice del risultato", ha dichiarato Flavio Bolsonaro dopo la diffusione dei dati, sottolineando la "possibilità molto concreta" di una vittoria al ballottaggio. Gli elettori di una nazione profondamente polarizzata apparivano disillusi dalle opzioni ormai note, e in pochi hanno votato con convinzione. "Questo voto segna la fine della stagione del Pt, del partito di Lula", ha aggiunto detto il candidato trumpiano. "I brasiliani hanno scelto il cambio. Tra tre settimane i brasiliani, al ballottaggio, diranno la parola fine definitiva contro questo governo corrotto", ha concluso. Non nasconde la sua delusione il presidente uscente Lula, che ha ammesso che il risultato è stato "inaspettato". Poi ha aggiunto: "Siamo impegnati al ballottaggio e vinceremo. Sapremo convincere il popolo brasiliano". Quindi ha illustrato i punti centrali della sua campagna elettorale delle prossime settimane, a partire dallo sforzo di attirare il voto di chi si è astenuto, un elettorato potenziale di oltre 33 milioni di persone".
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Dietro Flavio altri quattro eletti del clan Bolsonaro
Grande successo registrato dalla famiglia Bolsonaro: oltre a Flavio, gli altri quattro membri del clan familiare dell'ex presidente Jair hanno vinto nelle elezioni legislative: la moglie Michelle, i figli Carlos e Jair Renan e il fratello Renato. Il bilancio per la famiglia dell'ex capo di Stato è, al momento, di quattro vittorie confermate su sette candidati che hanno corso per incarichi legislativi nazionali e regionali, tutti sotto le insegne del Partito Liberale (PL). Michelle Bolsonaro, moglie dell'ex presidente, si è assicurata il seggio al Senato in rappresentanza del Distretto Federale di Brasilia con il 29% dei voti. Sempre al Senato è stato eletto il figlio di Jair, Carlos Bolsonaro, che ha vinto con il 25% dei voti nello stato di Santa Catarina, uno dei grandi bastioni del bolsonarismo. Eletto anche Renato Bolsonaro, fratello dell'ex presidente, che ha ottenuto un seggio come deputato di San Paolo, mentre Jair Renan, figlio minore dell'ex presidente e consigliere comunale a Balneário Camboriú dal 2024, rappresenterà Santa Catarina, anch'egli alla Camera dei Deputati. Non ce l'hanno fatta Rogéria Bolsonaro, l'ex moglie di Jair, che si era candida per un seggio alla Camera dei Deputati dello stato di Rio de Janeiro e Marcelo, cugino di Jair, candidato all'assemblea di Rio. Candidata alla stessa assemblea Valéria, moglie di un cugino di secondo grado, deve aspettare il calcolo dei resti per sapere se sarà eletta o meno.
Eletti già 20 governatori, mai così tanti al primo turno
Sono 20 i governatori eletti al primo turno nelle elezioni brasiliane, il numero più alto da quando è stato introdotto l'attuale sistema di voto. Il precedente record risaliva al 2010, quando 18 delle 27 unità federative avevano scelto i propri governatori senza ricorrere a una seconda votazione. La maggioranza degli Stati è andata a candidati di destra. Tra questi figurano Tarcisio de Freitas (Republicanos) a San Paolo, Cleitinho Azevedo (Republicanos) a Minas Gerais, Sergio Moro (Pl) a Paraná, Luciano Lorenzini Zucco (Pl) a Rio Grande do Sul, Jorginho Mello (Pl) a Santa Catarina, Otaviano Pivetta (Republicanos) a Mato Grosso, Marcos Rogerio (Pl) a Rondonia e Arthur Henrique (Pl) a Roraima. Nell'area del centro conservatore si collocano Daniel Vilela (Mdb) nel Goias, Eduardo Braide (Psd) nel Maranhao, Fabio Mitidieri (Psd) a Sergipe, Antonio Paulo Furlan (Psd) ad Amapá, Raquel Lyra (Psd) a Pernambuco e Joao Henrique Caldas (Psdb) ad Alagoas, Lucas Ribeiro (Pp) a Paraíba, Eduardo Riedel (Pp) a Mato Grosso do Sul e Daniel Santos (Podemos) a Pará. Tra i governatori di sinistra figurano Jeronimo Rodrigues (Pt) a Bahia, Elmano de Freitas (Pt) a Ceará, Rafael Fonteles (Pt) a Piauí. Negli altri sei Stati e nel Distretto federale si andrà al secondo turno.
L'ex giudice che condannò Lula eletto governatore
Anche il senatore ed ex giudice Sérgio Moro - che nel 2017 condannò il presidente Lula da Silva durante l'inchiesta 'Lava Jato' (Autolavaggio), la Mani Pulite verdeoro - è stato eletto governatore dello stato meridionale di Paraná. Moro, membro del Partito liberale (Pl, di destra) e alleato del candidato presidente Flávio Bolsonaro, ha vinto al primo turno con il 50,10% dei voti validi, battendo il suo rivale del Partito Socialdemocratico (Psd), Sandro Alex, arrivato secondo con il 25,36%. L'ex togato guiderà l'esecutivo del suo stato natale per la prima volta, segnando una nuova tappa in una carriera politica iniziata dopo aver lasciato la magistratura per ricoprire la carica di ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza sotto la presidenza di Jair Bolsonaro, al governo dal 2019 al 2022. Moro era già stato eletto senatore per il Paraná nel 2022.