Sunao Takami è stato giustiziato venerdì mattina in Giappone per l'incendio doloso appiccato nel 2009 a una sala pachinko di Osaka, in cui morirono quattro clienti e un dipendente. È la prima esecuzione capitale nel Paese da quando la premier conservatrice Sanae Takaichi si è insediata lo scorso ottobre. Il Giappone resta, con gli Stati Uniti, l'unico membro del G7 a mantenere la pena di morte
Un condannato a morte è stato giustiziato venerdì mattina in Giappone (la notte in Italia) per l'incendio doloso di una sala pachinko avvenuto nel 2009 a Osaka, costato la vita a cinque persone. Lo riferiscono i media nipponici citando fonti a conoscenza dei fatti. L'uomo, identificato come Sunao Takami, aveva cosparso di benzina il locale, situato vicino alla propria abitazione, prima di dargli fuoco. Nel rogo persero la vita quattro clienti e un dipendente della sala giochi.
Cos'è il pachinko
Il pachinko è un popolare gioco d'azzardo diffuso in Giappone, una sorta di flipper verticale in cui vengono utilizzate piccole sfere di metallo. Le sale che lo ospitano sono frequentatissime in tutto il Paese. Il ministero della Giustizia non ha commentato la notizia dell'esecuzione nell'immediato.
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La prima esecuzione dell'era Takaichi
Si tratta della prima condanna capitale eseguita nel Paese da quando, lo scorso ottobre, la leader conservatrice Sanae Takaichi ha assunto l'incarico di premier. L'esecuzione di Takami segue quella di Takahiro Shiraishi, il cosiddetto "killer di Twitter", giustiziato nel giugno 2025 dopo la condanna per l'omicidio e lo smembramento di nove persone. Prima ancora, nel luglio 2022, era stato impiccato Tomohiro Kato, ritenuto responsabile della morte di sette persone travolte nel 2008 da un camion a Tokyo e poi accoltellate tra la folla. Secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia, in precedenza si erano registrate tre esecuzioni nel 2021, tre nel 2019 e quindici nel 2018.
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Il Giappone e la pena di morte
Il Giappone è, insieme agli Stati Uniti, l'unico Paese del G7 a mantenere la pena capitale. Nonostante le critiche internazionali, che riguardano in particolare la lentezza delle procedure giudiziarie e le modalità con cui vengono eseguite le condanne - comunicate ai detenuti solo poche ore prima -, l'opinione pubblica nipponica resta ampiamente favorevole al suo mantenimento.