Lo ha affermato l'ufficio presidenziale sudcoreano. L'obiettivo fondamentale di queste esercitazioni annuali, che Donald Trump ha annunciato di voler ridurre, non è "trattare alcuna entità specifica come un avversario, ma preservare, in sicurezza e pace, la vita quotidiana della popolazione", ha dichiarato il presidente Lee Jae-myung
Le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti non riflettono "alcuna intenzione di attaccare la Corea del Nord o di esacerbare le tensioni nella penisola coreana". Lo ha affermato l'ufficio presidenziale sudcoreano. L'obiettivo fondamentale di queste esercitazioni annuali, che Donald Trump ha annunciato di voler ridurre, non è "trattare alcuna entità specifica come un avversario, ma preservare, in sicurezza e pace, la vita quotidiana della popolazione", ha dichiarato il presidente Lee Jae-myung.
La posizione del Giappone
Il ministro della Difesa giapponese ha dichiarato che la cooperazione con la Corea del Sud e gli Stati Uniti è "fondamentale" per la sicurezza regionale, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha seminato dubbi nella regione del Pacifico riducendo le esercitazioni congiunte con Seul. Parlando durante una visita in Australia, Shinjiro Koizumi ha espresso un forte sostegno alla cooperazione in materia di sicurezza con il suo principale alleato in materia di difesa, Washington, e con la vicina Seul. "Poiché il Giappone si trova ad affrontare il contesto di sicurezza più difficile e complesso dell'era postbellica, la cooperazione tra Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud è fondamentale per la pace e la stabilità della regione", ha detto Koizumi ai giornalisti. L'incontro tra Giappone e Australia a Canberra si è svolto poche ore dopo che Trump aveva parlato del suo rapporto "ottimo rapporto" con il leader nordcoreano Kim Jong-un e attaccato la Corea del Sud per non aver aiutato Washington a combattere l'Iran. Il ministro della Difesa australiano, Richard Marles, da parte sua ha affermato che Canberra è "molto preoccupata per il programma nucleare nordcoreano, così come per il suo programma missilistico, e lo abbiamo sempre ribadito". "Penso che nel mondo difficile in cui viviamo... e le sfide sono molte, ma la Corea del Nord è responsabile di parecchie di queste sfide", ha aggiunto Marles.
Trump e l'"assist" a Kim Jong Un
"Kim jong un mi ha sempre trattato bene". Ha detto intanto Donald Trump a proposito del ridimensionamento delle esercitazioni con la Corea del Sud. "Si trattava di giochi di guerra. Io voglio rendere le cose più sicure", ha aggiunto spiegando la sua decisione. "La Corea del Sud è protetta da noi ormai da moltissimi anni. Di recente ho chiamato il presidente sudcoreano e gli ho detto: 'Vi andrebbe di darci una mano?' Non abbiamo bisogno di aiuto con l'Iran, ma se volete, dateci una mano su questo fronte. Lui ha risposto: "No, grazie". E io ho replicato: 'Un momento. Abbiamo 39.000 soldati laggiù a proteggervi da Kim Jong-un, il vostro vicino di casa...". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando nello Stuido Ovale. "Non possiamo andare in giro a proteggere tutti questi Paesi, soprattutto quando loro non sono pronti ad aiutarci", ha aggiunto.