Dopo il sisma di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese, i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti. Riaperti alcuni aeroporti. Secondo una prima stima diffusa dall'Organizzazione nazionale indigena, più di 68.500 indigeni sono stati direttamente colpiti e l'emergenza ha interessato comunità nei dipartimenti di Caldas, Chocó, Quindío, Risaralda e Valle del Cauca
È salito a oltre 250 il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito la Colombia occidentale, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti. Il sisma, di magnitudo 7.4, ha devastato soprattutto la Regione del Caffè, danneggiando o facendo crollare abitazioni, scuole, ospedali e altri edifici. A Cali, il crollo di alcuni piani di un ospedale ha intrappolato diversi pazienti, mentre circa 600 persone sono state assistite in strada. L'Onu stima circa 5.000 abitazioni danneggiate e decine di edifici crollati, con l’interruzione in diverse zone dei servizi di elettricità, acqua, comunicazioni e servizi sanitari.
Oltre 1,3 miliardi di dollari di aiuti internazionali dopo il sisma
Dopo il sisma, la Colombia ha ricevuto proposte di aiuti economici da diversi organismi multilaterali per un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di dollari. Lo ha annunciato il vicepresidente José Manuel Restrepo, spiegando che le risorse saranno destinate a fronteggiare l'emergenza e ad avviare la ricostruzione delle aree colpite. "Paesi di tutto il mondo si sono fatti avanti", ha detto Restrepo, citando tra gli altri Svezia, Turchia, Stati Uniti, El Salvador, Giappone, Messico, Ecuador, Brasile e Svizzera, che hanno offerto squadre internazionali per sostenere le operazioni di soccorso, oltre ad aiuti umanitari, finanziari e materiali.
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Il terremoto ha colpito oltre 68mila indigeni
E secondo una prima stima diffusa dall'Organizzazione nazionale indigena della Colombia (Onic), più di 68.500 indigeni sono stati direttamente colpiti dal terremoto e l'emergenza ha interessato comunità nei dipartimenti di Caldas, Chocó, Quindío, Risaralda e Valle del Cauca. La Onic ha rilevato danni a migliaia di abitazioni e segnalato il rischio di frane, in particolare nelle aree montuose di Risaralda, Caldas e Valle del Cauca. Secondo il rapporto, 46 comunità indigene hanno registrato un'intensità sismica di VI grado sulla scala Mercalli, con 2.581 abitazioni gravemente danneggiate e 5.954 persone direttamente colpite. La Onic chiede alle autorità una valutazione dei danni che tenga conto delle specificità delle comunità indigene, il censimento delle abitazioni rurali e il monitoraggio delle repliche nelle prossime ore. La Guardia indigena sta raccogliendo informazioni nei territori e coordinando le segnalazioni alle autorità, mentre a Bogotà è stato allestito un centro di raccolta per gli aiuti destinati alle comunità colpite.
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Riaperti alcuni aeroporti
Intanto l'Aeronautica Civile della Colombia ha confermato la riapertura di alcuni aeroporti del Paese. Gli scali di Cali e Quibdó operano regolarmente, mentre Armenia, Buenaventura e Manizales hanno ripreso i voli commerciali con specifiche limitazioni operative. Rimane invece sospesa l'attività passeggeri all'aeroporto Matecaña di Pereira, limitato ai soli voli di Stato e umanitari a causa di lesioni sulla pista e danni alla torre di controllo, e una situazione analoga si registra anche nello scalo di Cartago. È temporaneamente chiuso anche l'aeroporto di Popayán, bloccato dalle ceneri del vulcano Puracé e non dal terremoto.
Il terremoto ha paralizzato le esportazioni di caffè
A causa di frane e blocchi in diverse strade strategiche che conducono al porto di Buenaventura (Valle del Cauca), da dove transita oltre il 60% dell'export internazionale, le esportazioni di caffè colombiano stanno subendo una grave interruzione logistica. Al momento, "la strada per Buenaventura non è percorribile dai veicoli commerciali stranieri, inclusi quelli per l'esportazione e l'importazione", ha spiegato Gustavo Gómez, presidente dell'Associazione nazionale degli esportatori di caffè (Asoexport). L'impatto dell'emergenza è aggravato dal fatto che il sisma ha colpito in particolare la Regione del Caffè, dove si trovano la maggior parte degli impianti di lavorazione e dei mulini. Anche nelle zone meno colpite, come Huila, Tolima, Cauca e Nariño, la mancanza di accesso per i veicoli merci sta complicando il trasporto del caffè verso altri porti, tra cui Puerto Antioquia, Cartagena e Santa Marta.