Servizi segreti europei, esperti promuovono MI6 inglese. Italiani bocciati. La classifica

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La reputazione dell'intelligence italiana esce ridimensionata dalla graduatoria di L'Express, stilata da 60 professionisti del settore di 25 Paesi. Sconta problemi di credibilità, anchese gli esperti riconoscono l'elevata competenza italiana sul dossier libico

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L'MI6, il servizio di intelligence per l'estero del Regno Unito, è il migliore d'Europa, davanti a quelli di Francia, Paesi Bassi, Ucraina e Germania, secondo una valutazione tra pari pubblicata dalla rivista francese L'Express e ripresa dai media britannici. L'agenzia di Londra, resa celebre nel mondo della finzione dalla saga di James Bond, ha ottenuto 251 punti ed è stata premiata per la capacità di reclutare informatori di alto livello e penetrare le élite al potere in Russia, Cina, Iran e Turchia, secondo il giudizio di 60 professionisti del settore dell'intelligence di 25 Paesi. La Dgse francese si è classificata seconda con 169 punti, per portata globale e capacità operativa, e completano la top 5 Paesi Bassi, Ucraina e Germania. La classifica non valuta singole operazioni, ma la reputazione costruita nel tempo dai diversi apparati. Ed è proprio su questo aspetto che, secondo il settimanale francese, i servizi italiani pagano il prezzo più alto.

"MI6 fu il primo ad avvertire Kiev dell'invasione russa nel 2022"

Fra l'altro si ricorda come l'MI6 sia stato il primo servizio segreto occidentale a mettere in guardia Kiev sulla probabilità di un'invasione russa, iniziata nel febbraio 2022. "Il Regno Unito ha di gran lunga i servizi segreti più potenti d'Europa. L'MI6 è straordinario", ha dichiarato Robert Gorelick, ex capo della Cia in Italia, mentre Ralph Goff, ex responsabile delle operazioni dell'intelligence Usa per Europa ed Eurasia, ha detto che "gli inglesi sono i primi sul dossier ucraino, noi siamo subito dietro". Il primato britannico rappresenta un successo per i vertici dell'MI6, che vedono per la prima volta una donna alla guida, Blaise Metreweli, subentrata a Richard Moore nell'ottobre 2025.

Intelligence italiana non apprezzata dagli addetti ai lavori europei

L'intelligence italiana esce ridimensionata dalla classifica de L'Express. La graduatoria colloca infatti il nostro Paese al quindicesimo posto, alla pari con Belgio e Repubblica Ceca. Il giudizio sull'intelligence italiana è particolarmente severo: il giornale francese riferisce che Roma gode di una reputazione negativa all'interno della comunità internazionale degli 007. Tra le valutazioni riportate compare quella attribuita a un ex ufficiale della CIA, secondo cui "gli italiani non hanno alcuna cultura dell'intelligence". Il settimanale richiama inoltre il caso dei documenti falsi sulla presunta volontà dell'Iraq di Saddam Hussein di acquistare uranio in Niger, sostenendo che, dopo quella vicenda, i vertici del Dgse francese avrebbero limitato i contatti con i colleghi italiani. La rivista cita anche critiche legate a nepotismo e interferenze che, secondo alcuni ex funzionari statunitensi, avrebbero inciso sulla credibilità internazionale dei servizi italiani.

Il punto di forza italiano resta il Mediterraneo

Anche gli osservatori più critici, però, riconoscono all'Italia una competenza considerata strategica sul Nord Africa, in particolare sulla Libia. "Se volete sapere che succede in Libia, bisogna chiedere agli italiani", afferma un ex direttore di uno dei servizi segreti dell'area Benelux, citato da L'Express. È nel Mediterraneo che l'intelligence italiana continua infatti a essere considerata una delle fonti più affidabili grazie alla rete di relazioni costruita negli anni.

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