Social vietati agli under 15 in Francia, Parigi punta all'attuazione entro il 1° settembre

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La ministra francese responsabile del Digitale, Anne Le Hénanff, conferma che gli strumenti di verifica dell'età sono già disponibili e che gli account under 15 verranno chiusi entro il primo gennaio 2027. Macron definisce la riforma una "questione di civiltà", mentre altri Paesi europei osservano da vicino il modello francese

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Il Parlamento francese si appresta ad adottare in via definitiva la legge che introduce il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, una riforma fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron e che renderebbe la Francia il primo Paese europeo ad agire in questo campo. La bozza, approvata ieri in commissione mista paritaria, composta da sette deputati e da sette senatori, a Parigi, è attesa al voto del Senato e dell'Assemblea Nazionale, con l'obiettivo di una piena operatività dal primo settembre per i nuovi profili social. Per gli account già esistenti, il divieto scatterà alla scadenza di un termine di quattro mesi, il primo gennaio 2027.

Governo: "Il blocco avverrà in due tempi"

Oggi la ministra francese responsabile del Digitale, Anne Le Hénanff, ha confermato che il divieto potrà essere operativo già dal primo settembre. Dinanzi ai dubbi sulla rapidità dell'attuazione, ha ricordato che gli strumenti di verifica dell'età "già esistono", citando France Identité o Docaposte, la filiale digitale di La Poste. ''Diamo la responsabilità ai social network, questo significa che dovranno trovare la soluzione tecnica per la verifica dell'età", ha spiegato ai cronisti dell'Associazione per la stampa ministeriale. 

Verifica dell'età e chiusura degli account

Le Hénanff ha precisato che il divieto sarà applicato in due fasi: dal primo settembre 2026 per i profili di nuova creazione e dal primo gennaio 2027 per quelli già attivi. Durante i quattro mesi di transizione, "tutti noi francesi saremo chiamati a dimostrare l'età. Per chi ha meno di 15 anni l'account verrà chiuso", ha puntualizzato la ministra, precisando che spetterà alle piattaforme proporre diverse opzioni di verifica, sulla scia dei sistemi già in vigore per limitare l'accesso ai siti pornografici.

Le eccezioni previste dalla legge

Nel testo sono incluse alcune deroghe a siti o piattaforme come le enciclopedie online e i progetti digitali con finalità educative che potranno continuare a essere utilizzate. La riforma è osservata con attenzione dai partner europei, che valutano misure analoghe. In Italia, un'iniziativa bipartisan promossa dalle parlamentari Lavinia Mennuni e Marianna Madia è rimasta a lungo ferma in Parlamento. 

Macron: "Una questione di civiltà"

Il presidente Macron ha definito la tutela dei giovani sul web "una questione di civiltà", impegnandosi personalmente su una riforma che considera tra le principali del suo secondo mandato. L'obiettivo è creare una "coalizione di volenterosi" per proteggere bambini e adolescenti, con l'idea che la sicurezza digitale non sia solo materia di regolamentazione ma un tema culturale e sociale.

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