Epidemia di diarrea negli Usa, oltre 3mila casi di cyclospora: sospetti sull'insalata

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Oltre 3mila casi di diarrea acuta causati dal parassita cyclospora sono stati registrati tra Michigan e Ohio, dove le autorità sanitarie indagano su un possibile focolaio alimentare. Lattuga e verdure da insalata sono la pista principale, ma nessun coltivatore o fornitore è stato ancora individuato. A complicare la caccia alla fonte, un sistema di sorveglianza federale indebolito dai tagli e la difficoltà di tracciare un parassita che sfugge alle analisi genetiche

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Un'epidemia di diarrea acuta provocata dal parassita cyclospora ha superato quota 3mila casi tra Michigan e Ohio, e le indagini in corso puntano su lattuga e verdure da insalata come possibile fonte del contagio. Le autorità del Michigan, però, non escludono altri alimenti e precisano che finora nessun tipo specifico di prodotto, coltivatore o fornitore è stato identificato come origine del focolaio. Individuare la provenienza richiederà tempo, complice la natura sfuggente del parassita e un sistema di controllo sanitario meno capillare rispetto al passato.

I numeri del focolaio

Il Michigan ha comunicato 2.640 casi accertati, con 44 ricoveri, mentre l'Ohio ne ha registrati 361 dal 1° giugno: in tutto almeno 46 persone sono finite in ospedale nei due Stati. A livello federale, al 10 luglio 31 Stati avevano segnalato casi ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), che ne contano 843 confermati dal 1° maggio (un numero inferiore ai conteggi statali perché molte segnalazioni sono ancora in fase di analisi). Non è chiaro se tutti i casi appartengano allo stesso focolaio. Secondo i Cdc, "diversi Stati" hanno registrato un aumento nelle ultime due settimane rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Le verdure da insalata sotto accusa

"Le prime informazioni hanno indicato la lattuga come prodotto ricorrente nel corso dell'indagine", ha dichiarato Natasha Bagdasarian, responsabile medico dello Stato del Michigan. In passato i focolai di cyclospora sono stati collegati a insalate in busta, lamponi, basilico, coriandolo, cipollotti e taccole: prodotti freschi che difficilmente vengono cotti e che, per la loro superficie irregolare, trattengono più facilmente il parassita. Le autorità del Michigan hanno escluso, allo stato attuale, un legame con attività acquatiche ricreative come le piscine.

"Segnali precoci", ma nessuna fonte confermata

L'indagine richiederà tempo, ha spiegato Bagdasarian alla Cnn, vista l'ampiezza del focolaio, le settimane necessarie perché i sintomi si manifestino e la complessità delle filiere alimentari. Alcuni ristoranti avrebbero già ritirato volontariamente alcuni ingredienti freschi dai menu in via precauzionale, mentre non è stato disposto alcun richiamo alimentare a livello nazionale. "Abbiamo visto alcuni segnali. Li stiamo cercando e ne stiamo vedendo alcuni, precoci", ha detto la responsabile sanitaria del Michigan. Per risalire alla fonte, il team sta intervistando una a una le persone con diagnosi confermata e finora ha completato più di mille colloqui. A chi accetta viene chiesto di ricordare cosa ha mangiato settimane prima, un esercizio difficile e poco affidabile: per questo gli investigatori incrociano anche scontrini di ristoranti e supermercati e le carte fedeltà dei clienti. "Ci impone di guardare ogni singola voce ordinata al ristorante, cosa contenevano quei piatti, e di recuperare le tessere del supermercato", ha spiegato Bagdasarian alla Cnn.

Una sorveglianza indebolita

L'individuazione della fonte è resa più difficile anche dalla riduzione dei controlli. Nel 2025, dopo i tagli a personale e fondi delle agenzie di sanità pubblica, i Cdc hanno ridimensionato FoodNet, uno dei sistemi di sorveglianza sulle malattie di origine alimentare. Fino al 1° luglio 2025 la rete - partnership tra Cdc, dipartimento dell'Agricoltura, Fda e dieci dipartimenti sanitari statali - raccoglieva dati su otto agenti patogeni, cyclospora compresa; oggi ne monitora sistematicamente solo due, la salmonella e un ceppo particolarmente pericoloso di Escherichia coli. "Non credo sia nell'interesse del nostro Paese tagliare questi programmi", ha commentato alla Cnn l'ex direttore dei Cdc Robert Redfield. "La sorveglianza è la chiave per un'identificazione precoce". Il dipartimento della Salute (Hhs) assicura però che la raccolta dati sulla cyclospora prosegue attraverso altri canali e che i finanziamenti alle attività statali sono rimasti stabili, intorno ai 33 milioni di dollari l'anno. La cyclosporiasi resta una malattia soggetta a notifica obbligatoria.

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Un parassita difficile da tracciare

La cyclospora è più complicata da seguire rispetto ad altri patogeni. Per batteri come Escherichia coli e salmonella, gli scienziati possono sequenziare il Dna e confrontare il ceppo che fa ammalare le persone con quello che contamina cibo o acqua: è così che, attraverso la rete di laboratori PulseNet, si individuano spesso i focolai in tempo quasi reale. Con la cyclospora il meccanismo non funziona allo stesso modo. "Per i patogeni batterici la tecnologia è molto matura e gli organismi sono davvero semplici. È come leggere un libro per bambini rispetto a leggere 'Guerra e pace', e la cyclospora è 'Guerra e pace'", ha spiegato alla Cnn Jennifer McEntire, microbiologa e fondatrice di Food Safety Strategies.

Sintomi, contagio e sotto-conteggio

La cyclosporiasi è un'infezione intestinale causata dal parassita microscopico Cyclospora cayetanensis. Non si trasmette da persona a persona: il contagio avviene ingerendo cibo o acqua contaminati, di norma alcune settimane prima della comparsa dei disturbi. Il sintomo più comune è una diarrea acquosa persistente, accompagnata da crampi e gonfiore, che può durare settimane; nei casi più gravi la disidratazione porta al ricovero. La terapia prevede sette-dieci giorni di antibiotico (sulfametossazolo-trimetoprim, in commercio come Bactrim o Septra). I casi reali sono verosimilmente più numerosi di quelli registrati. Molte persone, imbarazzate dai sintomi o convinte di poterli superare a casa, non si rivolgono al medico. La diagnosi stessa è insidiosa: il parassita viene rilasciato in modo intermittente nelle feci, per cui può servire più di un test, e l'esame non è incluso nei controlli di routine per i disturbi gastrointestinali. Tra l'esposizione e la conferma ufficiale del caso passano così diverse settimane.

Come proteggersi

Gli esperti raccomandano di lavare accuratamente frutta e verdura e di cuocerle quando possibile, poiché il calore uccide il parassita. Per le insalate, le autorità sanitarie del Michigan consigliano di preferire i cespi interi rispetto alla lattuga già lavata in busta, scartando le foglie esterne e lavando quelle interne sotto acqua corrente.

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