Vertice Nato, Starmer svela il regalo di Erdogan a ogni leader: revolver con proiettili

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Al vertice Nato di Ankara il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha donato a ciascun capo di Stato e di governo un revolver inciso con il proprio nome e una scatola di munizioni. A rivelarlo è stato il premier britannico Keir Starmer, che ha spiegato di aver lasciato l'arma in Turchia perché importarla nel Regno Unito sarebbe illegale

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Un revolver personalizzato, con il nome del destinatario inciso sul metallo, e una scatola di munizioni vere. È il dono che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha riservato a ciascun leader presente al vertice Nato ospitato ad Ankara. A raccontare l'insolito omaggio è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ne ha parlato con i giornalisti durante il volo di rientro a Londra, descrivendolo come una scelta sorprendente da parte del capo di Stato turco.

Perché Starmer ha dovuto rinunciarci

Per il premier britannico la nota non è bastata. La legge del Regno Unito impone da anni controlli molto severi sull'importazione e il possesso privato di armi corte, dopo la stretta quasi totale seguita alla strage di Dunblane del 1996. Starmer, per il quale il vertice di Ankara è stato l'ultimo grande appuntamento internazionale dopo l'annuncio delle dimissioni dello scorso 22 giugno, ha spiegato di aver lasciato il revolver in Turchia: introdurlo in patria sarebbe stato illegale. L'arma resterà ad Ankara per essere resa inservibile.

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Il vertice di Ankara

I doni sono stati consegnati a margine del 36esimo vertice Nato, in programma il 7 e l'8 luglio al Complesso presidenziale di Ankara: è la prima volta che la Turchia ospita un summit dell'Alleanza dall'appuntamento di Istanbul del 2004. Erdogan e la first lady Emine Erdogan hanno accolto personalmente i leader, con un ricevimento e una cena di Stato nella serata di apertura. Al centro dei lavori le spese per la difesa, il sostegno all'Ucraina e la prospettiva di una ripresa delle vendite di armi americane ad Ankara, compreso un possibile via libera alla cessione dei caccia F-35 alla Turchia, finora bloccata.

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