Pianificavano online stupri a mogli e compagne, 57 arresti in Europa

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Operazione internazionale coordinata da Europol contro una rete di uomini che, all'interno di comunità online misogine, pianificavano violenze sessuali sulle proprie mogli e compagne dopo averle stordite con sostanze. Gli arresti sono 57 in sette Paesi, guidati da Germania e Regno Unito. Identificate 156 persone tra vittime e autori, messe in salvo 158 donne

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Cinquantasette persone sono state arrestate in sette Paesi europei nell'ambito di un'inchiesta internazionale su una rete online di uomini che pianificavano stupri contro le proprie mogli e compagne, dopo averle drogate. L'operazione, denominata Medusa, è stata coordinata da Europol sotto la guida delle autorità tedesche e britanniche e si è concentrata sulle violenze sessuali maturate all'interno delle relazioni di coppia, spesso condivise e organizzate in comunità digitali a sfondo misogino.

 

Azione congiunta tra diversi Paesi

L'azione congiunta si è svolta tra il 22 e il 24 giugno e ha portato all'identificazione di 156 persone, tra vittime e presunti autori. Complessivamente sono state messe in salvo 158 donne. Gli investigatori hanno inoltre individuato 274 nuove piste investigative e quattro comunità online misogine finora sconosciute, sulle quali proseguono gli accertamenti nei rispettivi Paesi.

Le comunità online e il fenomeno DFSA

Al centro dell'indagine c'è il fenomeno delle aggressioni sessuali commesse sotto l'effetto di sostanze, indicate con l'acronimo inglese DFSA (Drug-Facilitated Sexual Assault). Secondo la ricostruzione di Europol, i sospettati usavano forum e chat per scambiarsi consigli su come stordire le partner con farmaci o droghe e portare a termine le violenze, in alcuni casi documentandole. Le comunità coinvolte condividono un impianto culturale apertamente misogino, che normalizza e incoraggia la sopraffazione della donna all'interno del rapporto di coppia.

Il Progetto Medusa

L'inchiesta rientra nel più ampio Progetto Medusa, avviato ad aprile come iniziativa collaborativa europea per smantellare le reti digitali che facilitano i reati sessuali sotto l'effetto di sostanze e rafforzare le strategie transfrontaliere di indagine e persecuzione penale. Dal lancio del progetto sono state aperte 113 indagini nei Paesi partecipanti, un dato che secondo Europol conferma la dimensione strutturale del fenomeno, ancora ampiamente sommerso.

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