Lefebvriani verso lo scisma, l'appello di Leone XIV: "Tornate sui vostri passi"

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Mercoledì ci saranno le ordinazioni di quattro vescovi senza mandato pontificio a Écône, il Papa scrive al superiore generale della Fraternità San Pio X chiedendo di fermarsi: "Tornate sui vostri passi". La Santa Sede ha già definito il gesto un atto scismatico, con scomunica automatica. Ma i tradizionalisti non recedono

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A poche ore dalle ordinazioni di quattro vescovi senza il mandato pontificio, in calendario il 1° luglio nel seminario svizzero di Écône, Leone XIV rivolge un appello diretto alla Fraternità Sacerdotale San Pio X perché fermi lo strappo. In una lettera al superiore generale, il Papa chiede ai tradizionalisti di rinunciare a un gesto che la Santa Sede ha già qualificato come scismatico, con la conseguente scomunica automatica. Ma il movimento nato dalla rottura di monsignor Marcel Lefebvre con il Concilio Vaticano II non intende recedere.

Papa Leone XIV
Papa Leone XIV - ©Ansa

La lettera del Papa: "Tornate sui vostri passi"

"Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi", scrive Leone XIV al superiore generale della Fraternità. Il Pontefice avverte che l'atto scismatico priverebbe i fedeli della ricezione lecita (e in alcuni casi persino valida) dei sacramenti. "La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo", sottolinea. E aggiunge: "Lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità". Da qui la richiesta finale: "Con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento".

L'omelia e l'Angelus nel giorno dei santi Pietro e Paolo

L'appello arriva in una data carica di simboli, la festa dei santi Pietro e Paolo. Celebrando la messa, il Papa ha pronunciato parole rivolte a chi alimenta divisioni dentro la Chiesa: "La comunione nella Chiesa non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni, ma ricercando i punti di incontro nella Verità". Concetto ribadito all'Angelus da piazza San Pietro: Pietro e Paolo "non potevano essere più diversi", ma "non erano avversari", perché "il Vangelo non uniforma ma compone". L'unità è il programma che Leone ha indicato come priorità fin dall'elezione, ribadito anche nei due giorni di concistoro straordinario che hanno riunito quasi 180 cardinali.

 

Le ordinazioni a Écône

A Écône, quartier generale della Fraternità, tutto è pronto per la consacrazione di quattro nuovi vescovi: uno svizzero, uno statunitense e due francesi. Il programma dei giorni che precedono la cerimonia prevede messe, appuntamenti e visite alla tomba di Lefebvre, scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 dopo aver consacrato quattro vescovi (Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta) senza autorizzazione pontificia.

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Dal 1988 a oggi

La frattura nasce dall'opposizione di Lefebvre alle riforme del Concilio Vaticano II. Nel gennaio 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro vescovi ordinati nel 1988, senza però riuscire a ricomporre del tutto lo strappo, mentre nel 2019 papa Francesco soppresse la Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", incaricata di reintegrare i tradizionalisti. Oggi la Fraternità conta nel mondo circa 733 sacerdoti, 2 vescovi, 145 fratelli, 250 suore, 268 seminaristi e circa mezzo milione di fedeli.

 

Le tensioni nella Chiesa

Lo strappo dei lefebvriani si inserisce in un quadro di polarizzazione che Leone sta cercando di ricomporre con ripetuti appelli all'unità. Sul fronte opposto si colloca l'ala progressista dell'episcopato tedesco, che nei giorni scorsi si è vista respingere dal Dicastero per il culto divino la richiesta di affidare le omelie ai laici: un divieto netto che, ha spiegato il dicastero, "non è solo una norma" ma "deriva dalla natura stessa della liturgia". La scomunica per i lefebvriani scatterà in modo automatico, latae sententiae. E lo stesso Papa, parlando con i giornalisti, ha ribadito che "la Chiesa deve andare avanti".

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