Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha scritto al suo omologo saudita, Faisal Al Saud, per raccomandare al governo di Riad di seguire il caso in maniera accurata a seguito delle pressioni esercitate dall’ambasciata del nostro Paese sulle autorità locali
Bloccata insieme alla figlia di due anni in Arabia a causa di un contenzioso con il marito (e padre della bambina), cittadino saudita. La donna italiana sarebbe bloccata nella città di Taif, a una sessantina di chilometri a est della Mecca, in Arabia Saudita, insieme alla figlioletta e, a detta degli avvocati, si troverebbero “in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi, costrette a rimanere in casa video sorvegliate”. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha scritto al suo omologo saudita, Faisal Al Saud, per raccomandare al governo di Riad di seguire il caso in maniera accurata, a seguito delle pressioni esercitate dall’ambasciata del nostro Paese sulle autorità locali.
La nota degli avvocati
“La nostra assistita, cittadina italiana – spiegano in una nota gli avvocati Santini e Blanc - si trova attualmente a Taif, in Arabia Saudita, insieme alla figlia di due anni, dove si erano recate lo scorso 29 marzo per trascorrere le vacanze pasquali a casa dei familiari del marito, con l'accordo di rientrare in Italia il 10 aprile. Tuttavia, il marito, una volta arrivati in loco, ha sottratto il passaporto della minore e della madre, impedendo loro di rientrare in Italia. Da fine marzo la nostra assistita e sua figlia vivono in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi, costrette a rimanere in casa video sorvegliate". Appreso il caso, prosegue la nota, "noi legali italiani (Foro di Roma e Cuneo) ci siamo subito attivati sia in sede civile che penale presso il Tribunale di Cuneo, che ha avviato tempestivamente le procedure di propria competenza. Parallelamente v'è anche un procedimento nel Paese estero con legale nominato dalla nostra assistita. Ringraziamo il ministro Tajani ed il Governo Italiano per l’attenzione riservata al caso, con l’auspicio che l'intervento istituzionale possa accelerare il rientro in Italia delle nostre due connazionali, trattenute contro la loro volontà ed illegittimamente in Arabia Saudita”.