La Competition and Markets Authority (Cma) nel Regno Unito vuole verificare se le tariffe chieste ai genitori per sedersi vicino ai figli in età compresa tra 2 e 11 anni, ovvero il "posto famiglia obbligatorio" (mandatory family seat) sia in linea con le normative a tutela dei consumatori.
L’autorità britannica per la concorrenza (Cma) ha aperto un’indagine nei confronti della compagnia aerea irlandese Ryanair circa le tariffe che i genitori devono pagare per potersi sedere accanto ai propri figli. La compagnia low cost chiederebbe, infatti, che almeno un genitore si sieda accanto ai bambini di età compresa tra i 2 e gli 11 anni durante il volo ma pagando un "posto famiglia obbligatorio" (mandatory family seat). In questo senso è intervenuta la Competition and Markets Authority (Cma) che vuole verificare se questa tariffa, di solito pari a circa 8 sterline (9,27 euro) a tratta, sia in linea con le normative a tutela dei consumatori mentre per gli altri passeggeri, invece, la prenotazione del posto è facoltativa. Lo segnala la Bbc.
La pratica in Italia e la risposta di Ryanair
La Cma ha ricordato come questa pratica sia vietata in Italia ma venga "utilizzata sulla maggior parte delle rotte di Ryanair in partenza dal Regno Unito". La compagnia irlandese, dal canto suo, ha definito l’indagine "pretestuosa", spiegando in una dichiarazione trasmessa all’Afp di "rispettare pienamente tutte le leggi e le normative applicabili" e di non addebitare "alcun costo" fino ad un massimo di 4 posti destinati ai bambini all’interno della stessa prenotazione. Secondo l'azienda, i genitori devono pagare "un solo posto riservato" per un adulto.
Un numero limitato di casi
Sempre secondo la Competition and Markets Authority, Ryanair sarebbe l’unica grande compagnia aerea in partenza dal Regno Unito ad applicare questo tipo di tariffa, anche se non viene sempre richiesta: "In un numero limitato di casi, i genitori possono essere seduti accanto ai propri figli senza costi aggiuntivi", è stato spiegato. L’autorità di regolamentazione, avviata l'indagine, ha dichiarato che fornirà un aggiornamento sullo stato dell’indagine entro sei mesi, specificando anche che al momento "non ha tratto alcuna conclusione sul fatto che Ryanair abbia o meno violato la legge".