Il 21enne, già noto da tempo al Secret Service, aveva un passato caratterizzato da gravi disturbi psichici. Nel 2025 era stato fermato in almeno due occasioni nei pressi del complesso presidenzialeIe: in un caso aveva ostruito una corsia d'accesso dichiarando di essere Dio. E sui social farneticava di essere il "vero Osama bin Laden"
Aveva solo 21 anni, ma il suo nome era già noto da tempo agli agenti del Secret Service. Nasire Best è l'autore della sparatoria avvenuta nei pressi di un checkpoint di sicurezza all'esterno della Casa Bianca, culminata con il ferimento di un passante e l'uccisione dell'assalitore da parte delle forze dell'ordine. I media americani, nelle prime ore successive all'accaduto, hanno tratteggiato il profilo di un giovane con un passato caratterizzato da gravi problemi psichici e precedenti contatti con le autorità responsabili della sicurezza presidenziale.
I precedenti e il divieto del giudice
Tra giugno e luglio del 2025, Best era stato fermato in almeno due occasioni nei pressi del complesso presidenziale a causa di comportamenti allarmanti. In una circostanza, aveva ostruito una corsia d'accesso dichiarando di essere "Dio". L'episodio aveva determinato il suo ricovero coatto presso l'Istituto psichiatrico di Washington. Poche settimane dopo il rilascio, invece, aveva tentato di accedere a un vialetto della struttura, violando le restrizioni. Solo a quel punto un giudice federale gli aveva formalmente imposto il divieto terapeutico e legale di avvicinarsi all'intera area della Casa Bianca.
Le minacce sui social network
Fonti investigative hanno confermato alla Cnn che l'attività online del 21enne era monitorata da mesi. Nei suoi profili social emergevano chiari segni di instabilità. In diversi post erano presenti farneticazioni estremiste, con Best che si proclamava il "vero Osama bin Laden". In altri esprimeva esplicitamente l'intenzione di colpire il presidente Donald Trump. Nonostante l'alto livello di allerta e la fragilità psicologica accertata, fonti ufficiali hanno specificato che il giovane non era mai stato trovato in possesso di armi da fuoco prima dell'attacco, né aveva mai manifestato atteggiamenti fisicamente violenti, motivo per cui non era scattata la detenzione preventiva.