L'Eurocamera dà il via libera alla direttiva che rafforza le tutele per le vittime di reato, con protezioni specifiche per violenze sessuali e crimini d'odio legati a orientamento sessuale, identità di genere o disabilità. Il testo riprende i principi del ddl affossato nel 2021 e dovrà ora essere recepito dagli Stati membri entro due anni
L'Eurocamera ha approvato le nuove norme europee per rafforzare la tutela delle vittime di reato, con misure specifiche per chi ha subito violenza sessuale o crimini legati all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alla disabilità. La direttiva, passata con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni, introduce garanzie già previste dal ddl Zan, affossato al Senato nel 2021. Il testo attende ora l'adozione formale del Consiglio Ue. I Paesi membri avranno due anni per recepirlo.
Il contenuto della direttiva
La direttiva, firmata dagli eurodeputati Javier Zarzalejos e Lucia Yar, mira a rafforzare la tutela di chi ha subito violenze, stalking, abusi sessuali e reati d'odio. Il testo riprende un principio contenuto nell'articolo 6 del ddl Zan. Alla vigilia del voto, l'eurodeputato Pd Alessandro Zan ha sottolineato che "quello che la destra italiana ha cancellato con l'affossamento del ddl Zan potrebbe ora tornare in Italia dall'Ue, grazie a questa direttiva che vincolerà tutti gli Stati membri". Secondo Zan, chi è colpito per orientamento sessuale, identità di genere o disabilità deve avere una "protezione speciale". Il ddl Zan, dopo il via libera della Camera (265 voti favorevoli), era stato bloccato al Senato con 154 voti contrari e 131 favorevoli.
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Misure in continuità con il ddl Zan
Tra le disposizioni che richiamano la riforma del 2021 figurano protezioni specifiche per le vittime di reati motivati da orientamento sessuale o identità di genere, con l'obiettivo di evitare la vittimizzazione secondaria. L'articolo 6 del ddl Zan prevedeva che dopo le parole "odio razziale" fossero inserite le parole "o fondato sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere".
L'aborto citato per la prima volta in una legge Ue
Intervenendo in plenaria, Zan ha definito la direttiva "una legge europea storica", evidenziando il rafforzamento della privacy, il supporto medico psicologico post-traumatico e, per la prima volta, il riferimento all'aborto sicuro per le vittime di violenza sessuale. "Quando subisci un reato d'odio e lo Stato non ti riconosce, subisci due traumi: il reato e l'indifferenza delle istituzioni", ha dichiarato.