Epstein Files, a New York apre una biblioteca: oltre tre milioni di pagine consultabili

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I documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia sono oltre tre milioni di pagine raccolte in oltre tre mila volumi. Il cuore dell'installazione temporanea ripercorre il rapporto tra il finanziere, condannato per abusi sessuali e traffico di minori, morto in carcere nel 2019 e Donald Trump

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Oltre tre milioni di pagine raccolte in oltre 3mila volumi: tanti sono i documenti raccolti su Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni, morto in carcere nel 2019. I famigerati Epstein Files, che continuano a preoccupare i governi e vertici politici internazionali, potranno essere consultati in una mostra temporanea fino al 21 maggio.

 

Nella “Sala di lettura commemorativa di Donald J. Trump e Jeffrey Epstein” di Tribeca, a New York, tutti i documenti su Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia sono stati raccolti in circa 3700 volumi, consultabili in faldoni divisi a seconda dell’anno a cui risalgono. "È difficile negare la verità quando è stampata e rilegata affinché tutti possano vederla", si legge sul sito web dell'Institute of Primary Facts, l'organizzazione no-profit con sede a Washington che ha curato l'allestimento. L’ente sviluppa e gestisce mostre volte a fornire un'esplorazione accessibile e basata sui fatti degli elementi fondanti della democrazia americana.

 

La consultazione, però, non è aperta al pubblico: come riporta Le Monde, a causa di errori commessi dal Dipartimento di Giustizia, che non ha oscurato i nomi di alcune vittime presenti nei documenti, la consultazione è consentita solo ad alcune categorie professionali, come giornalisti e avvocati.

 

Il rapporto tra Epstein e Trump

 

Il vero cuore dell’esposizione però, è un’installazione che ripercorre cronologicamente il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il finanziere, dal loro primo incontro a Palm Beach nel 1987 fino alla rottura del 2007. Nonostante la Casa Bianca respinga ogni accusa, l’esposizione documenta legami e frequentazioni durati anni tra i due, di cui le foto emerse nel tempo costituiscono solo la punta dell’iceberg.

Secondo quanto emerge dalla ricostruzione, i due erano amici da decenni prima che litigassero nel 2004 per una questione immobiliare, dopo la quale Trump avrebbe ripudiato il suo ex alleato.

 

Le parole dei promotori

 

Oltre la cronologia visiva del rapporto tra Epstein e Trump e i documenti sugli Epstein Files, nella mostra è presente anche una cappella per tutte le vittime degli abusi del finanziere e della sua rete. "Siamo un'organizzazione pro-democrazia, con l'obiettivo di educare il pubblico attraverso musei temporanei e altre esperienze dal vivo, per aiutare le persone a comprendere la corruzione negli Stati Uniti e i pericoli per la democrazia", ​​ha dichiarato all'Agence France-Presse David Garrett, uno dei creatori del progetto.

Garrett ha affermato di ritenere che "sia necessaria una vera e propria protesta pubblica" sul modo in cui l'amministrazione Trump ha gestito la pubblicazione del documento, accusata di aver insabbiato i legami tra il tycoon ed Epstein. "E quello che abbiamo cercato di fare qui è stato creare, o contribuire a creare, una protesta pubblica per ottenere una vera responsabilità", ha aggiunto. 

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