Il piano per costruire una copia dell'edificio americano sulla Gold Coast australiana è stato bloccato. Il presidente dell'organizzazione Altus Property Group, David Young, ha annunciato sui social che la guerra degli Stati Uniti in Iran ha reso il marchio Trump "tossico per gli australiani", sostenendo che l'associazione è dettata da "puro sensazionalismo".
Il piano per costruire una Trump Tower in Australia è stato abbandonato perché “tossico per gli australiani”. Il progetto da 1,5 miliardi di dollari sulla Gold Coast australiana sarebbe stata una copia della Trump Tower originale, il grattacielo di 58 piani e alto 202 metri che si trova sulla Fifth Avenue, a New York. Fu inaugurata nel 1983, e vi risiedono tuttora diversi familiari del presidente statunitense.
Il progetto della Trump Tower australiana
Il progetto della copia australiana doveva essere sviluppato dall'Altus Property Group e la Trump Organization su una spiaggia nota con il nome di 'Surfers Paradise', il paradiso dei surfisti. L'accordo era stato raggiunto a febbraio: prevedeva investimenti per 1,5 miliardi di dollari australiani (circa 926 milioni di euro) con l’inizio dei lavori previsto per agosto. L'edificio avrebbe dovuto ospitare 285 camere d’albergo e 272 appartamenti residenziali di lusso, oltre a negozi e ristoranti. Il progetto aveva diviso i residenti: una petizione contro la costruzione aveva raccolto più di 120mila firme, una a favore 3.600.
Il blocco del progetto e la risposta della Trump Organization
Nella serata di martedì 12 maggio il presidente del gruppo David Young ha annunciato sui social media che la guerra degli Stati Uniti in Iran ha reso il marchio Trump "tossico per gli australiani", sostenendo che l'associazione è dettata da "puro sensazionalismo".
La risposta della Trump Organization non ha tardato ad arrivare: l’organizzazione ha smentito il gruppo dichiarando di essere "molto entusiasta dell'opportunità di portare un progetto di livello mondiale sulla Gold Coast" ma “dopo mesi di trattative e promesse su promesse, relative a un presunto progetto da 1,5 miliardi di dollari, l'Altus Property Group non è stato in grado di far fronte all'obbligo finanziario più elementare, dovuto al momento dell'esecuzione dell'accordo", si legge. "Il tentativo del signor Young di attribuire a determinati eventi globali la responsabilità della nostra risoluzione dell'accordo non è altro che uno stratagemma volto a distogliere l'attenzione dai suoi stessi inadempimenti e fallimenti."