Corte Ue: legittimo equo compenso per editori da piattaforme online. Respinto ricorso Meta

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Gli Stati membri dell'Ue possono riconoscere agli editori di giornali il diritto a un’equa remunerazione, per l'uso online delle loro pubblicazioni. A stabilirlo è stata la Corte di Giustizia dell'Ue, in una sentenza riguardante un ricorso presentato da Meta contro una decisione dell’Agcom

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Gli Stati membri dell'Ue possono riconoscere agli editori di giornali il diritto a un’equa remunerazione, quando concedono ai prestatori di servizi online l’autorizzazione a utilizzare le loro pubblicazioni. A stabilirlo è stata la Corte di Giustizia dell'Ue, in una sentenza riguardante un ricorso proposto da Meta contro una decisione dell’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Il colosso di Menlo Park aveva impugnato davanti al Tar la sentenza dell'Agcom con cui si stabilivano i criteri per definire il diritto a un'equa remunerazione a favore degli editori per l'uso online delle loro pubblicazioni. I giudici hanno ritenuto la decisione dell'Autorità italiana compatibile con il diritto Ue, dando quindi torto a Meta.

Il ricorso di Meta

Stando al ricorso di Meta, la decisione dell'Agcom e la normativa italiana sarebbero state “incompatibili” con la direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale e con la libertà d'impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Secondo la sentenza dei giudici Ue, invece, il diritto alla remunerazione è “compatibile con le norme comunitarie”, a patto che la remunerazione costituisca il corrispettivo per l'autorizzazione all'uso online delle pubblicazioni e che gli editori restino liberi di concedere l'utilizzo anche a titolo gratuito o di negarlo.

La decisione della Corte Ue

La Corte ha ritenuto anche “giustificati” gli obblighi di avviare trattative in buona fede e di fornire i dati necessari al calcolo del compenso. Obblighi che rafforzano la tutela degli editori, consentono di instaurare un giusto equilibrio tra la libertà d'impresa, e il diritto di proprietà intellettuale, oltre che il diritto alla libertà e al pluralismo dei media.

Meta: "Bene la Corte Ue, nessun compenso agli editori senza l'uso delle news"

Un portavoce di Meta ha commentato la sentenza della Corte Ue dichiarando che il colosso tech ha accolto "con favore la conferma da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea che l'articolo 15", il diritto specifico a favore degli editori di giornali per l'uso online delle loro pubblicazioni da parte delle piattaforme online, "costituisce un diritto esclusivo e che non prevede alcun pagamento da parte dei provider quando questi non utilizzano pubblicazioni giornalistiche". Poi ha aggiunto: "Esamineremo integralmente la decisione e collaboreremo in modo costruttivo quando la questione tornerà dinanzi ai tribunali italiani".

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