"L'Ucraina è un paese candidato a far parte dell'Ue - ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri a margine del Consiglio Esteri di Bruxelles -. L'Europa ha inflitto delle sanzioni alla Russia e sta preparando un altro pacchetto di sanzioni. Per raggiungere la pace bisogna anche ritirare queste sanzioni e noi dovremo essere protagonisti della fase conclusiva"
L’Europa "deve continuare ad avere un ruolo centrale nel negoziato" per porre fine alla guerra in Ucraina, e "non può essere la Russia a scegliere chi debba rappresentare il fronte europeo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante il Consiglio Ue a Bruxelles e lo ha ripetuto ai giornalisti al termine della riunione.
L'Europa, la Russia e le sanzioni
“Non si potrà arrivare a una pace tra Kiev e Mosca senza la presenza dell’Europa – ha detto Tajani -. L’Europa dovrà essere protagonista di un cessato il fuoco, che ci auguriamo arrivi il prima possibile. L'Ucraina è un paese candidato a far parte dell'Ue. Abbiamo inflitto delle sanzioni alla Federazione russa e per arrivare alla pace bisogna toglierle”. L’Italia, ha aggiunto il vicepremier, "continua a sostenere con convinzione" il percorso europeo dell’Ucraina e il "processo di riforme" avviato da Kiev. In questa prospettiva è "particolarmente importante la collaborazione con la nostra Guardia di Finanza, che contribuisce al rafforzamento delle capacità istituzionali e della trasparenza". "Positivo" il prestito da 90 miliardi, che resta uno strumento "fondamentale" di sostegno. Sull’ipotesi di utilizzo dei fondi russi congelati, l’Italia mantiene "alcune perplessità giuridiche". Per Tajani, serve "prudenza" per evitare decisioni che possano tradursi in un "vantaggio" per Vladimir Putin.
Le violenze contro i cristiani in Medioriente
Tajani ha parlato anche di Medioriente. "Tutti quanti - ha detto - siamo fortemente impegnati affinchè si possa raggiungere un accordo. Disponibili noi e altri paesi a inviare navi delle marine militari per garantire la libera circolazione nello Stretto di Hormuz". E ancora: "Tutti abbiamo la stessa posizione: lavorare per il dialogo e la pace. Ci auguriamo che alla fine possa prevalere il buonsenso. Lo abbiamo detto anche a Rubio la scorsa settimana". Tajani ha posto infine l'accento sugli ultimi episodi che hanno colpito i cristiani in Medioriente. In particolare, ha ricordato gli episodi di violenza contro i religiosi e la distruzione di un crocifisso nel villaggio Debl, nel sud del Libano da parte di un soldato israeliano. "Sulle sanzioni commerciali verso i coloni violenti - ha sottolineato -, e per sanzionare attraverso un blocco doganale i loro prodotti aspettiamo una proposta della Commissione. Vediamo se servirà l'unanimità o una maggioranza qualificata. Si è discusso, ma non è stata presa alcuna decisione, in attesa della proposta che arriverà da Berlaymont".