Gli Emirati Arabi lasciano l'Opec dopo 60 anni

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Lo strappo di Abu Dhabi ha la finalità di "concentrare gli forzi" sul perseguimento dell'autonomia strategica energetica

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Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l’Opec, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, e con essa anche l’Opec+ (che include altri dieci Paesi inclusa la Russia). La decisione sarà effettiva dal prossimo primo maggio ed è destinata a segnare profondamente il mercato globale del petrolio. Si tratta di una svolta storica per gli Emirati, parte dell’organizzazione da 60 anni, dettata dalla volontà di "concentrare gli sforzi su ciò che l'interesse nazionale impone", ovvero il perseguimento dell'autonomia strategica energetica. E si tratta di una decisione che si inserisce in un contesto globale complicato dalla crisi causata dalla guerra in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz.

Il terzo produttore dell'organizzazione

Non è il primo abbandono dell’Opec, che negli ultimi anni ha già rinunciato al Qatar (2019), all’Ecuador (2020) e all’Angola (2024), ma è certamente un addio pesante, dal momento che Abu Dhabi rappresentava il terzo produttore del gruppo con 4 milioni di barili al giorno, oltre il 4% a livello mondiale, secondo i dati del 2022. Secondo gli analisti, la mossa di Abu Dhabi "è una indicazione di come la guerra in Iran rimodellerà i mercati energetici globali negli anni a venire". Se dentro l'Opec i Paesi devono rispettare le decisioni del cartello su quote e livelli di produzione, con la loro decisione di uscire dall’organizzazione gli Emirati ora possono decidere liberamente quanto produrre e reagire più velocemente alle richieste del mercato.

Gli scontri con l'Arabia Saudita

Negli ultimi anni gli Emirati Arabi avevano vissuto rapporti particolarmente tesi dentro l’Opec con Arabia Saudita, sia sulla politica di produzione che per l'influenza politica sulla regione. I due Paesi si sono scontrati spesso nelle riunioni dell'Opec+, con Riad sempre pronta a iporre tagli mentre gli Emirati puntavano ad aumentare la produzione di petrolio.

L'impatto nell'immediato

Secondo gli analisti, nell'immediato l'impatto dell'uscita degli Eau dall'Opec sarà "probabilmente limitato" perché la guerra tra Stati Uniti e Iran sta "soffocando" le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico, costringendo gli Emirati, i Sauditi, l'Iraq e altri a tagliare drasticamente la produzione piuttosto che aumentarla. Sui mercati intanto il petrolio Wti è risalito oltre i 100 dollari al barile a New York mentre il Brent del Mare del Nord ha superato i 110 dollari al barile. Con l'uscita degli Emirati Arabi Uniti la lista dei Paesi Opec si riduce a 11 membri: Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait, Venezuela, Algeria, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale, Libia e Nigeria.

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