Vance in Ungheria: “Ingerenza Ue in elezioni”. La replica: “Qui decidono i cittadini”

Mondo
©Ansa

Oggi e domani il vicepresidente degli Usa è in missione per portare il sostegno di Donald Trump al leader ungherese, a pochi giorni dal voto del 12 aprile, in cui Orban è indietro nei sondaggi contro il rivale Peter Magyar. Attesa per l’evento all’arena Mtk Sportpark

ascolta articolo

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato oggi in Ungheria per una visita che durerà fino a domani. A pochi giorni dal voto del 12 aprile, la Casa Bianca corre in soccorso di Viktor Orban, l'alleato europeo più vicino all'universo Maga. La missione a Budapest di Vance è una mossa per portare il sostegno diretto di Donald Trump al leader ungherese nella corsa con il rivale Peter Magyar, da settimane in testa a tutti i sondaggi. E mentre Vance accusa l'Ue di "ingerenze", il presidente Usa è intervenuto telefonicamente a un comizio elettorale. Orban "sta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d'assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico", ha detto Trump, appoggiando la linea di Orban sull'immigrazione. Il premier ungherese, ha aggiunto, non ha permesso che fossero "violati i confini" ungheresi, nonostante le "pressioni" subite e "gli errori dei giudici".

Vance da Orban

Vance in mattinata è atterrato all'aeroporto di Ferihegy di Budapest insieme alla moglie Usha. Il vicepresidente americano si è quindi spostato al Karmelita, la residenza del premier Viktor Orban, per un incontro bilaterale. A seguire la conferenza stampa congiunta, organizzata in occasione della Giornata dell'amicizia ungherese-americana. Intorno alle 17 si aprirà il vero palcoscenico politico: Vance si presenterà al comizio all'Mtk Sportpark, nella parte orientale della capitale, per sostenere la volata finale al premier, in affanno nei sondaggi.

Vance: "Qui per aiutare Orban e dare un segnale ai burocrati Ue"

"Voglio aiutare il più possibile il primo ministro in vista di questa stagione elettorale", ha detto JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest. "Non mi aspetto certo che il popolo ungherese dia ascolto al vicepresidente degli Stati Uniti", ma "volevo mandare un segnale a tutti, in particolare ai burocrati di Bruxelles, che hanno fatto di tutto per tenere a bada il popolo ungherese perché non gradiscono il leader che si è effettivamente schierato dalla parte del popolo ungherese".

Vance: "Ingerenza Ue vergognosa, Trump mi ha mandato per questo"

"Uno dei motivi per cui siamo qui, e uno dei motivi per cui il presidente degli Stati Uniti mi ha mandato qui, è perché riteniamo che l'ingerenza della burocrazia di Bruxelles sia stata davvero vergognosa", ha detto Vance. "Non dirò al popolo ungherese come votare. Incoraggerei i burocrati di Bruxelles a fare esattamente la stessa cosa".

La replica dell'Ue: "Le elezioni le decidono i cittadini"

"Le elezioni sono una scelta esclusiva dei cittadini. Insieme, la Commissione e i Paesi membri stanno costruendo un'Europa più forte e più indipendente", replica all'ANSA una portavoce della Commissione europea, rispondendo alle accuse di ingerenza da parte "dei burocrati Ue". In Europa, "le elezioni non sono decise dalle Big Tech e dai loro algoritmi", aggiunge la portavoce, ricordando che il Digital services act europeo serve a "mitigare i rischi per proteggere le nostre democrazie". 

Vedi anche

L'ombra di un nuovo Russiagate sulle elezioni in Ungheria

epa12872934 U.S. Vice President JD Vance (R) and Second Lady Usha Vance (L) leave Air Force Two upon their arrival at Liszt Ferenc International Airport in Budapest, Hungary, 07 April 2026. Vance is on a two-day visit to Hungary.  EPA/Zsolt Szigetvary HUNGARY OUT
L'arrivo di Vance a Budapest insieme alla moglie - ©Ansa

Vance: "Usa e Ungheria baluardo della civiltà occidentale"

Quello che Stati Uniti e Ungheria rappresentano "insieme, sotto la leadership di Viktor e del presidente Trump, è la difesa della civiltà occidentale - ha detto JD Vance - La difesa dell'idea che i bambini debbano andare a scuola per essere educati, non indottrinati, la difesa del diritto delle famiglie europee e americane a vivere dignitosamente, a potersi muovere, a potersi permettere di riscaldare e raffreddare le proprie case, la difesa del fatto che le nostre società si fondano su una civiltà e su valori cristiani che animano tutto, dalla libertà di espressione allo stato di diritto, fino al rispetto delle minoranze e alla tutela dei più vulnerabili". "Ci sono molte cose che uniscono Stati Uniti e Ungheria. Purtroppo, sono state poche le persone disposte a difendere questi valori. Viktor Orban è una rara eccezione e anche per questo sono qui", ha aggiunto il vicepresidente Usa. 

Vance: "Orban è il leader più autorevole d'Europa sull'energia"

Viktor Orban è "il leader più autorevole d'Europa" in materia di "sicurezza energetica e indipendenza energetica", ha detto il vicepresidente americano JD Vance. "È divertente vedere i primi ministri e i leader di alcune capitali dell'Europa occidentale parlare della crisi energetica, mentre avrebbero dovuto seguire le politiche di Viktor Orbán in Ungheria", ha evidenziato, aggiungendo che così la crisi "sarebbe stata molto meno grave". "In Ungheria, i prezzi dell'energia sono sì aumentati, ma molto meno che nella maggior parte degli altri Paesi europei. Questo è il risultato della leadership dell'uomo che ho accanto - ha proseguito Vance - Credo che questa leadership possa rappresentare un modello per l'intero Continente". "Vogliamo che l'Europa abbia successo. Vogliamo che le famiglie europee possano permettersi di riscaldare le proprie case e costruire prosperità. Vogliamo un'Europa indipendente dal punto di vista energetico, anzi capace di essere protagonista - ha osservato il vicepresidente Usa - Ma non potrà esserlo se continuerà a seguire le politiche fallimentari del passato. Ed è per questo che credo che Viktor sia stato un esempio nel tracciare una rotta verso un'Europa più forte, più prospera e più sicura dal punto di vista energetico". Anche il premier ungherese Orban ha attaccato l'Unione europea in conferenza stampa: "I burocrati Ue cercano di distruggere la nostra economia".

Vance: "Trump e Orban i leader che hanno fatto di più per la pace in Ucraina"

Poi sulla gestione del conflitto tra Russia e Ucraina, Orban ha aggiunto: "La strategia Ue è stata fallimentare". Vance ha suggerito Budapest come "location perfetta per i negoziati di pace". E Orban ha ribadito: "Noi siamo sempre disponibili a ospitarli". "Nelle capitali europee si parla molto della necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. La guerra probabilmente non sarebbe mai iniziata se Donald Trump fosse stato presidente quattro anni fa. Ma ora che è iniziata, i due leader che hanno fatto di più per cercare di fermare questo conflitto distruttivo sono stati Donald J. Trump e Viktor Orban", ha aggiunto il vicepresidente americano. "Lo hanno fatto attraverso la diplomazia, parlando con le parti, cercando di capire cosa serve a ucraini e russi per arrivare alla fine della guerra".

Vedi anche

Ungheria, media: "Così gli 007 russi aiutano la campagna di Orban"

Orban: "Con Trump età dell'oro, cooperiamo su energia e migrazione"

L'elezione di Donald Trump ha "inaugurato un'età d'oro nelle nostre relazioni", ha detto il premier ungherese Orban in conferenza stampa con JD Vance. "Siamo tutti grati a Trump e Vance per essere stati accanto all'Ungheria, gli Stati Uniti sono la nazione più forte del mondo e sono orgoglioso di dire che sono nostri alleati oggi", ha evidenziato il premier. "L'Europa sta andando verso la crisi energetica peggiore degli ultimi anni e se non prendiamo misure ci saranno carenze di petrolio e gas", anche su questo fronte "la cooperazione con gli Stati Uniti è così importante", ha aggiunto, evidenziando la volontà di continuare a collaborare "specialmente su migrazione, ideologia gender, politiche per le famiglie e sicurezza globale".

L’endorsement di Trump

Quella di Vance è la presenza statunitense di più alto livello sul suolo ungherese dai tempi di George W. Bush nel 2006: un segnale che misura il peso della scommessa di Donald Trump sul suo alleato europeo più stretto e la volontà di consolidare un asse che, all'altra estremità, si salda con Vladimir Putin. Il tycoon era già intervenuto nella campagna ungherese, esortando a votare per "l'amico Viktor", elevato su Truth - rigorosamente in maiuscolo - a "combattente" e "vincente". L'endorsement secondo l’opposizione cela però possibili contropartite: "Gli aiuti, da est o da ovest, hanno sempre un prezzo", ha ammonito Magyar, il leader di Tisza.

Vedi anche

Elezioni Ungheria, la sfida è tra Orban e Magyar

Mondo: I più letti