Oggi e domani il vicepresidente degli Usa è in missione per portare il sostegno di Donald Trump al leader ungherese, a pochi giorni dal voto del 12 aprile, in cui Orban è indietro nei sondaggi contro il rivale Peter Magyar. Attesa per l’evento all’arena Mtk Sportpark
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato oggi in Ungheria per una visita che durerà fino a domani. A pochi giorni dal voto del 12 aprile, la Casa Bianca corre in soccorso di Viktor Orban, l'alleato europeo più vicino all'universo Maga. La missione a Budapest di Vance è una mossa per portare il sostegno diretto di Donald Trump al leader ungherese nella corsa con il rivale Peter Magyar, da settimane in testa a tutti i sondaggi.
Vance da Orban
Vance in mattinata è atterrato all'aeroporto di Ferihegy di Budapest insieme alla moglie Usha. Il vicepresidente americano è atteso al Karmelita, la residenza del premier Viktor Orban, per un incontro bilaterale. Alle 13.20 seguirà una conferenza stampa congiunta, organizzata in occasione della Giornata dell'amicizia ungherese-americana. Intorno alle 17 si aprirà il vero palcoscenico politico: Vance si presenterà al comizio all'Mtk Sportpark, nella parte orientale della capitale, per sostenere la volata finale al premier, in affanno nei sondaggi.
L’endorsement di Trump
Quella di Vance è la presenza statunitense di più alto livello sul suolo ungherese dai tempi di George W. Bush nel 2006: un segnale che misura il peso della scommessa di Donald Trump sul suo alleato europeo più stretto e la volontà di consolidare un asse che, all'altra estremità, si salda con Vladimir Putin. Il tycoon era già intervenuto nella campagna ungherese, esortando a votare per "l'amico Viktor", elevato su Truth - rigorosamente in maiuscolo - a "combattente" e "vincente". L'endorsement secondo l’opposizione cela però possibili contropartite: "Gli aiuti, da est o da ovest, hanno sempre un prezzo", ha ammonito Magyar, il leader di Tisza.
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Città blindata
Le relazioni tra Stati Uniti e Ungheria vivono la loro "età dell'oro", aveva dichiarato a febbraio il segretario di Stato americano, Marco Rubio, accogliendo Orban. Ora, in una Budapest blindata - con il piano sicurezza già scattato da giorni tra chiusure, check-point e pattugliamenti - Vance si prepara a ribadire quella linea con "un discorso sulla ricca partnership" bilaterale, colloqui ad alto livello e una conferenza stampa con il premier. "Non vedo l'ora di riceverlo", aveva scritto Orban sui social, affiancato dalla lettura del suo consigliere politico che ha definito la visita come "un momento importante per rafforzare l'alleanza", mettendo al centro "sicurezza, economia e interessi strategici”.