Introduzione
Mentre continua la guerra in Iran, nonostante voci di diverse fonti che indicano possibili trattative tramite mediatori tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, non si fermano gli attacchi. Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars ad Asaluyeh è stato colpito da attacchi condotti dalle forze americane e israeliane. Il ministro della Difesa di Tel Aviv Israel Katz ha confermato l'attacco sull'impianto che ha descritto come "la più grande" infrastruttura petrolchimica iraniana.
Quello che devi sapere
L’attacco a South Pars
Secondo quanto comunicato dalle autorità militari, il complesso petrolchimico preso di mira da Israele si trova ad Asaluyeh. L’impianto sorge sul margine di South Pars, il settore iraniano del più grande giacimento di gas naturale al mondo: è situato nel Golfo Persico ed è condiviso con il Qatar. Non si tratta di una novità in questo conflitto: gli impianti industriali sotto controllo di Teheran nell’area erano già stati attaccati lo scorso 18 marzo.
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Il precedente del 18 marzo
L’attacco del 18 marzo, come riportato da CNN, aveva rappresentato una significativa escalation nel conflitto: l’Iran aveva infatti risposto al bombardamento con una rapida rappresaglia sulle strutture energetiche della regione, sia nella zona del Golfo sia in Israele. E i prezzi dell’energia, che già erano in aumento dallo scoppio della guerra, avevano visto un’ulteriore impennata a causa della pressione sulle forniture a livello globale, già provate dal blocco di fatto dello Stretto di Hormuz.
Le ragioni del primo attacco
Secondo quanto riportato dal New York Times, il primo attacco su South Pars avrebbe avuto come obiettivo quello di avvertire l’Iran delle conseguenze di una chiusura totale dello Stretto di Hormuz. Inoltre, Israele avrebbe avvertito in anticipo gli Stati Uniti dello strike. Nonostante questo erano nate diverse polemiche al livello internazionale per il potenziale impatto sulle forniture a livello globale.
Perché South Pars è importante
Del resto, l’area di South Pars è uno snodo cruciale sia per l’Iran, sia al livello globale: si calcola infatti che il 40% della produzione di gas di Teheran provenga da questo luogo, che è parte del più grande giacimento di gas del mondo.
Quanto è grande South Pars
Secondo le stime, l'intero giacimento conterebbe circa 51mila miliardi di metri cubi di gas: si tratta di una quantità in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale per oltre un decennio. Fonti israeliane hanno evidenziato che, a causa delle sanzioni e delle limitazioni tecnologiche, gran parte del combustibile estratto da Teheran viene consumata all'interno dell'Iran e non esportata: nel 2024 si parlava di 276 miliardi di metri cubi.
Perché è importante Asaluyeh
Concentrando invece lo sguardo sul porto di Asaluyeh, l’area colpita oggi da Israele, si tratta di una zona economica speciale che raccoglie diverse raffinerie e impianti. È una superficie di oltre 100 chilometri quadrati, un hub per il giacimento di South Pars. I raid di marzo avevano prodotto danni rilevanti alle infrastrutture. E dopo la seconda ondata di attacchi avvenuti oggi, la Compagnia nazionale petrolchimica iraniana ha annunciato di aver avviato una verifica delle conseguenze.
Le ragioni di questo attacco
Dopo lo strike del 18 marzo, dunque, Israele è tornata a colpire. Le forze armate calcolano che i colpi inferti all'area di South Pars, insieme a quelli dei raid di sabato scorso sugli impianti di Mahshahr, più a nord, abbiano messo "fuori servizio" gli stabilimenti da cui proviene l'85% delle esportazioni petrolchimiche iraniane. "Si tratta di un colpo pesante, per un valore di decine di miliardi di dollari, per il regime iraniano", ha rivendicato il ministro della Difesa Israel Katz.
L’ultimatum di Donald Trump
Intanto, sembra che le possibilità di chiudere rapidamente il conflitto siano appese a un filo: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto oggi che martedì è la scadenza definitiva per l'Iran per fare un accordo: "Ho visto tutte le proposte che potete immaginare", ha spiegato il tycoon. Per Trump la proposta dell'Iran è un "grande passo", ma "non è sufficiente”, ha aggiunto ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose”.
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