Il membro del partito La France Insoumise è stato fermato a Parigi e rilasciato in tarda serata con una citazione a comparire in tribunale il 7 luglio per essere processato per "apologia del terrorismo" a causa di un suo post su X.. Quanto al caso della droga sintetica rinvenuta nella borsetta dell'europarlamentare durante il fermo, rientrerà in una distinta procedura, ha precisato la procura
L'eurodeputata francese Rima Hassan, del partito La France Insoumise, è stata arrestata il 2 aprile e rilasciata in tarda serata con l'ingiunzione di comparire in tribunale il 7 luglio per rispondere dell'accusa di "apologia del terrorismo" relativa a un suo post su X su Kozo Okamoto, uno degli autori del massacro all'aeroporto di Tel Aviv del 30 maggio 1972. Durante una perquisizione dei suoi effetti personali, sono state rinvenute "sostanze simili al Cbd e al 3MMC (una droga sintetica), sulle quali è stata interrogata".
La France Insoumise smentisce avesse droga con sé
Stamattina, il coordinatore nazionale di Lfi, Manuel Bompard, si è espresso in difesa della compagna di partito, assicurando che ''non aveva alcuna droga su di lei" durante l'arresto. ''Informazioni menzognere utilizzate per infangarla", ha deplorato ai microfoni di Sud Radio. La procura sostiene invece che tra i suoi effetti personali sono state ritrovate ''da una parte sostanze della famiglia del Cbd", sostanza legale legata alla cannabis, e ''dall'altra della 3MMC".
Convocata anche oggi dalla polizia per un altro caso
Intanto, Hassan è stata nuovamente convocata per questa mattina dalla polizia giudiziaria di Parigi nel quadro di un'altra inchiesta diversa da quella per apologia del terrorismo. L'eurodeputata, precisano fonti ben informate citate dall'agenzia France Presse, è attesa dagli inquirenti della Brigata per la repressione dei crimini contro le persone (Brdp). Questa nuova convocazione non avrebbe nulla in comune con quanto accaduto ieri.
Ciriani (FdI-Ecr): caso Rima Hassan gravissimo, la sinistra condanni
"Siamo di fronte a fatti incompatibili con il ruolo di un rappresentante delle istituzioni europee. Eppure, invece di una condanna netta, assistiamo alle solite giustificazioni e al tentativo di trasformare tutto in una presunta “persecuzione politica”, una linea rilanciata anche da Ilaria Salis, che non perde occasione per scivolare nel ridicolo", attacca il senatore di Fratelli d'Italia Luca Ciriani che chiede una condanna “ferma, chiara e senza ambiguità da parte di tutta la sinistra, italiana ed europea. La legge deve fare il suo corso fino in fondo e l'eurodeputata Hassan non speri di sottrarsi alle proprie responsabilità nascondendosi dietro l'immunità parlamentare", conclude Ciriani.