La Marina Militare italiana posizionerà droni TB3 sulla portaerei Cavour

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Il nostro Paese diventerebbe il primo cliente europeo della versione navalizzata del Bayraktar TB2. La sua introduzione sulla portaerei significherebbe la prima integrazione, per la Marina italiana, di un drone ad ala fissa e pilotaggio remoto capace di operare da una nave con un ponte corto, ampliando le capacità aeree imbarcate

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La Marina militare italiana intende introdurre i droni Bayraktar TB3 a bordo della portaerei Cavour, ampliando in modo significativo le capacità aeree imbarcate. La notizia arriva dal capo di Stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Enrico Berutti Bergotto. I droni TB3, sviluppati dall'azienda turca Baykar, saranno acquisiti tramite Leonardo grazie a un accordo industriale tra le due società. Un passaggio che sancisce un coinvolgimento diretto dell'industria italiana nel programma. 

Il primo cliente europeo del TB3

Con questa scelta, l'Italia diventerebbe il primo Paese europeo a dotarsi di TB3, un'evoluzione navalizzata del Bayraktar TB2. L'impiego sulla Cavour rappresenterebbe la prima integrazione, per la Marina italiana, di un drone a pilotaggio remoto ad ala fissa capace di operare da una nave con ponte corto. Una capacità che si affiancherebbe ai velivoli con equipaggio, ampliando il ventaglio operativo senza sostituire gli assetti tradizionali. L'iniziativa si inserisce in un percorso già avviato dalla Marina verso l'adozione di sistemi autonomi sempre più avanzati. Oltre ai droni già impiegati per la sorveglianza sulle fregate, stanno emergendo piattaforme con capacità evolute, inclusi velivoli a decollo verticale in grado non solo di osservare, ma anche di intervenire direttamente. Alcuni sistemi possono persino rilasciare piccoli droni offensivi, trasformandosi in vettori per munizioni guidate.

Le caratteristiche del TB3 e i vantaggi operativi 

Il TB3 è stato progettato specificatamente per l'impiego navale. Tra le sue caratteristiche principali figurano: ali ripiegabili per ottimizzare lo spazio a bordo; struttura rinforzata per operare in condizioni marine; capacità multiruolo, dalla ricognizione all'attacco leggero. I test condotti negli ultimi mesi hanno confermato la sua versatilità. Per la Marina italiana, l'introduzione di un velivolo di questo tipo significherebbe maggiore consapevolezza operativa, capacità di intervento a distanza e missioni più lunghe a costi inferiori rispetto ai caccia tradizionali, con minori rischi per il personale.

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