Guerre nel mondo, corridoi aerei ristretti e più droni: possibili rischi per l'aviazione
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Gli attuali conflitti in corso e la preoccupante escalation in Medio Oriente stanno aumentando i rischi per l'aviazione. A dare l'allarme a Reuters è stata l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), il principale ente europeo per la sicurezza aerea che riunsce 31 Paesi, specificando che i rischi sono legati al restringimento dei corridoi di volo e al passaggio di droni nell'aria. Oltre al conflitto tra Russia e Ucraina e agli scontri tra Pakistan e Afghanistan, le compagnie aeree sono state costrette a “operare su rotte sempre più ristrette, in particolare sopra l'Azerbaigian e l'Asia centrale”, riferisce Reuters.
Quello che devi sapere
La guerra in Medio Oriente
Il conflitto in Iran e la situazione in Medio Oriente stanno “rimodellando” lo spazio aereo di tutta la regione, causando disagi ai voli e congestione delle rotte tra Asia ed Europa. Secondo Florian Guillermet, direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, "concentrare il traffico su determinate rotte”, unito alla “disponibilità dello spazio aereo per il controllo del traffico e il fatto che il traffico possa utilizzare rotte non usuali” possono generare “rischi per la sicurezza".
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I rischi per i piloti
Il settore aeronautico infatti è uno dei più colpiti dalla guerra. I piloti si trovano infatti ad affrontare seri rischi a causa soprattutto di missili e droni. Secondo Guillermet, che in precedenza ha diretto il sistema di controllo del traffico aereo francese, gli equipaggi e i controllori di volo sono “addestrati ad anticipare e mitigare i rischi”, ma date le circostanze attuali “la chiusura dello spazio aereo e la limitazione dei voli sono talvolta inevitabili”.
“Liberare i cieli per controllare il traffico”
Guillermet ha poi ribadito che gli esperti dell'aviazione possiedono “i mezzi per mitigare il rischio”: uno di questi è “liberare i cieli". Ma “sebbene questo possa causare disagi ai passeggeri”, resta “il modo più efficace” per mantenere la densità del traffico “sotto controllo in ogni momento".
La revisione dell'Easa
Attualmente l'Easa, che nei giorni scorsi ha rinnovato l'avviso di evitare lo spazio aereo sopra Iran, Israele e alcune zone del Golfo fino al 10 aprile, è impegnata nella preparazione di una revisione periodica della sua strategia per l'aviazione per far fronte ai rischi crescenti: dai droni alle interferenze Gps, fino alle minacce operative e gli incidenti in pista.
Le minacce agli aeroporti
Come ha ribadito Guillermet, citato da Reuters, l'Agenzia sta anche “elaborando linee guida più chiare" per "contrastare l'aumento delle attività illegali dei droni che prendono di mira gli aeroporti civili”. Gli scali europei stanno infatti registrando diversi incidenti legati ai droni che, secondo gli esperti di sicurezza, sono legati alla cosiddetta "guerra ibrida", cioè un insieme di forza militare, attacchi informatici e altre interferenze.
I rischi legati ai droni
Gli aeroporti europei, da Stoccolma a Monaco, hanno subito varie interruzioni a causa all'utilizzo dei droni, che dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina sono diventati un'arma fondamentale in guerra. Per Guillermet, “servono regole più chiare”, soprattutto alla luce dell'aumento delle attività di questi dispositivi.
Aumentano le richieste di rimborso dei voli
Nel frattempo, con la guerra in Medio Oriente, le compagnie aeree stanno registrando sempre più richieste di rimborso per cancellazione o ritardo prolungato dei voli. Richieste che, secondo i dati di RimborsoAlVolo, sono aumentate a marzo del 90% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo la società specializzata in trasporto aereo e assistenza a viaggiatori, solo nei primi 20 giorni di conflitto in Iran sono stati cancellati a livello globale circa 70mila voli, lasciando a terra 14 milioni di passeggeri.
Salgono i costi per il settore aereo
Solo nei primi 20 giorni della guerra in Iran, inoltre, il prezzo del cherosene è quasi raddoppiato, aggravando i costi delle compagnie aeree che, nei primi giorni di crisi, hanno anche dovuto provvedere a pagare pasti e alloggi ai viaggiatori rimasti bloccati a causa della cancellazione dei voli o chiusura degli spazi aerei.
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