I guardiani della rivoluzione confermano la chiusura del passaggio in entrata e in uscita. Fermate tre navi nella mattina del 27 marzo
Da Hormuz non si passa. Ad affermarlo sono i Guardiani della Rivoluzione, che hanno comunicato la volontà di proseguire nel blocco al passaggio di navi nel braccio di mare che dà accesso al Golfo Persico, snodo fondamentale per il commercio di petrolio. "Lo stretto di Hormuz è chiuso ed ogni tentativo di attraversarlo causerà reazioni drastiche”, hanno detto i Pasdaran.
Tre navi container fermate il 27 marzo
Secondo media iraniani, nella mattina del 27 marzo tre navi container di diverse nazionalità che volevano attraversare lo Stretto sono state respinte dai pasdaran iraniani. La chiusura di Hormuz sta causando un aumento globale dei prezzi dell’energia. Al momento oltre 3000 navi sono bloccate in attesa di poter passare da Hormuz.
Trump estende la deadline dell'ultimatum
Nella giornata di giovedì, il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato l’intenzione di estendere la deadline del suo ultimatum all’Iran per la riapertura dello Stretto. Trump aveva minacciato Teheran di distruggere i suoi Impianti energetici in caso di mancata riapertura.
Germania: "Nessun accordo privato con l'Iran"
Intanto la Germania ha affermato di non voler cercare alcun accordo diretto con l’Iran per permettere il passaggio delle sue navi attraverso lo stretto di Hormuz. “Credo che la soluzione che Cina e India hanno Trovato per permettere il passaggio di alcune navi sia il frutto di un accordo diretto col regime iraniano – ha detto un portavoce del governo di Berlino secondo quanto riportato da Reuters – il governo tedesco non ha attualmente intenzione di perseguire questo tipo di accordo. Perciò, attenderemo finché la situazione militare non permetterà nuovamente il passaggio”.