Il via libera è arrivato con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti. La direttiva stabilisce a livello europeo le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati. I Paesi europei dovranno quindi adottare e aggiornare le strategie nazionali anticorruzione, garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e assicurare la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici
Il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva la direttiva che punta a prevenire e contrastare la corruzione nei Paesi dell'Unione. Il via libera è arrivato a larga maggioranza, con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti. La direttiva approvata dal Pe stabilisce a livello europeo le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai Paesi membri. I Paesi europei dovranno quindi adottare e aggiornare le strategie nazionali anticorruzione, garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e assicurare la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici.
Il via libera del Parlamento europeo
Nella lista dei reati definita all'interno della direttiva è presente un articolo dedicato all'abuso d'ufficio, definito "esercizio illecito di funzioni pubbliche". Su questo, la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che "costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico".
Metsola: “Sull'anticorruzione abbiamo mantenuto la nostra promessa”
Sull'approvazione della direttiva si è espressa anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. "Il parlamento ha mantenuto una promessa chiave che abbiamo fatto a tutta Europa”, ha annunciato, aggiungendo che “questa è la prima direttiva europea per la lotta alla corruzione, io sono immensamente orgogliosa per gli sforzi fatti". E ancora: "Oggi è chiaro il nostro messaggio, la corruzione non ha posto in Europa", ha ribadito Metsola.