Cina, sette cani destinati al macello scappano: ma la storia dietro al video è falsa
MondoSono diventate virali le immagini di un gruppo di cani che scappano dai loro rapitori e, tutti insieme, percorrono circa 17 km per tornare verso casa. La realtà, però, è un’altra. Come spiega la Cnn, non c’è nessuna prova che i cani fossero stati rapiti per essere macellati. Anzi, gli animali appartengono a persone residenti in un villaggio nella provincia di Jilin e sono abituati a scorrazzare in giro per giorni
Sette cani si muovono in gruppo per strada in Cina. Sono le immagini di un breve video di circa 20 secondi diventato virale sui social che ritrae gli animali in un tratto di strada nella remota provincia cinese di Jilin. Insieme al video, è circolata una storia che ha fatto commuovere il mondo ma che, a distanza di alcuni giorni, si è rivelata essere falsa. Secondo il quotidiano cinese Cover News, come riportato dalla Cnn, il video dei sette cani sarebbe stato girato il 15 marzo da un uomo che si trovava in auto nella zona. L’autore del filmato, spiegando il senso di quelle immagini, ha ipotizzato che il gruppo potesse essere fuggito da un veicolo per il trasporto di cani destinati al macello. Lo stesso uomo, però, ha poi specificato di non aver in realtà visto nessuna scena del genere.
Storia fake
La commovente storia dei sette cagnolini scappati dai loro rapitori per scampare alla morte, quindi, potrebbe non essere vera. Il video in sé è reale: non si tratta di un fake realizzato con l’intelligenza artificiale. Quella che però non è vera è la storia creata attorno alle immagini. La Cnn ha svelato la realtà: tutti i cani appartengono a persone residenti in un villaggio della zona di Jenin, a pochi chilometri dall'autostrada dove sono stati filmati. I loro padroni hanno spiegato che gli animali sono abituati a girovagare nella zona, alcune volte scomparendo anche per alcuni giorni. Dalle immagini si nota come ci sia un leader nel gruppo: un pastore tedesco che guida la fila e che si gira costantemente a controllare di essere seguito da tutti i suoi compagni. Anche questo simpatico dettaglio, però, ha una spiegazione: il proprietario ha infatti spiegato che il pastore tedesco in quei giorni era in calore, motivo per il quale tutti gli altri cani lo seguivano come fosse un capobranco.