Dispiegata tra Caraibi e Medio Oriente, la nave da guerra americana è alle prese con problemi strutturali interni, in particolare col sistema fognario. Gli interventi correttivi si sono moltiplicati negli ultimi due anni. Per la Marina questi malfunzionamenti non incidono sulle capacità belliche
La portaerei americana USS Gerald R. Ford è impegnata in una missione prolungata lontano dalle coste statunitensi, ma a bordo il problema più pressante non riguarda le operazioni militari. Mentre navigava al largo di Creta, l’ammiraglia ha dovuto fare i conti con seri malfunzionamenti del sistema fognario, un nodo tecnico che si trascina da tempo e che oggi pesa su un equipaggio già provato da oltre otto mesi consecutivi in mare. Così è stata costretta a raggiungere la base navale Nato di Souda. Secondo quanto riportato da National Public Radio, a bordo si registrano con regolarità intasamenti e fuoriuscite che complicano la vita quotidiana dell’equipaggio. Il sistema del vuoto, in parte mutuato dalla cantieristica civile e dall’industria delle navi da crociera, utilizza meno acqua ma si è rivelato incapace di sostenere il carico operativo della portaerei. Dopo la sosta forzata, la nave da guerra ha lasciato la base navale Nato greca facendo rotta verso Israele: raggiungerà domani il porto di Haifa. In tutto, ha trascorso quattro giorni nella base di Souda. La Ford si unirà alla portaerei statunitense Abraham Lincoln e alla sua scorta, arrivate in Medio Oriente il mese scorso. In un momento in cui Washington sta rafforzando la sua presenza militare nell'area, viste le tensioni con l'Iran.
Marina Usa: "Problemi non incidono su possibilità di combattimento della nave"
Questi malfunzionamenti non sono nuovi. Già nel 2020 il General Accountability Office aveva segnalato che il sistema dei servizi igienici risultava sottodimensionato e mal progettato. I problemi sarebbero stati rilevati fin dall’ingresso in servizio della portaerei. Dal 2023 l’equipaggio ha richiesto assistenza esterna almeno 42 volte per affrontare intasamenti e guasti; ben 32 interventi si sono concentrati nel solo 2025. In passato si è fatto ricorso al lavaggio acido delle tubature per risolvere le ostruzioni, mentre le unità di ingegneria lavorano intensamente per contenere i guasti. I marinai, intanto, segnalano un peggioramento delle condizioni di vita. La Marina degli Stati Uniti sostiene che i problemi tecnici non incidano sulla prontezza al combattimento della nave. Una linea confermata anche al Wall Street Journal, che ha ottenuto ammissioni sull’esistenza dei guasti pur in assenza di ricadute operative, secondo le autorità militari.
La missione della portaerei Ford
Con oltre 4.500 militari a bordo e più di 240 giorni consecutivi trascorsi in mare, la Ford si colloca tra i dispiegamenti più lunghi della storia navale moderna. Proprio la durata eccezionale della missione ha fatto emergere criticità interne, in particolare legate all’infrastruttura della nave, costata circa 13 miliardi di dollari ed entrata in servizio nell’estate 2017 dopo il varo nel 2013. Dopo aver attraversato lo Stretto di Gibilterra, la nave è stata richiamata dal Mar dei Caraibi e reindirizzata verso il Medio Oriente a causa delle tensioni con l’Iran. Il dispiegamento, già esteso dopo le operazioni in Venezuela e l’invio al United States Central Command, è stato ulteriormente prolungato.