Francia, corteo per l’omicidio dell’attivista Quentin. Un fermo per porto d'arma illegale
MondoNel giorno della marcia in suo ricordo a Lione, il presidente Emmanuel Macron ha invitato alla calma e annunciato una riunione sui gruppi di azione violenta. Per il corteo è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza, mentre proseguono le indagini che hanno già portato a sette arresti
Lione blindata per la "Marcia per Quentin" che si è svolta nelle vie del centro. L'omaggio al giovane militante di estrema destra Quentin Deranque, vittima di un mortale pestaggio da parte di avversari dell'estrema sinistra radicale, è cominciato durante il pomeriggio di oggi, 21 febbraio, sotto stretta sorveglianza. Le autorità hanno dispiegato rinforzi di polizia e gendarmeria, con l'aiuto di droni, nel timore di scontri in un contesto politico di grande tensione causato da questa vicenda negli ultimi 10 giorni.
I numeri, il fermo ed i saluti nazisti
Sono stati circa 3.200 i partecipanti alla marcia odierna. Lo ha comunicato la prefettura della regione. Gli organizzatori, da parte loro, hanno parlato di 3.500 persone. Durante la manifestazione una persona è stata fermata per porto illegale di arma. Secondo il sito dell'emittente Bfmtv, l'uomo, che si trovava in coda al corteo, aveva con sé un coltello e un martello. Al momento non è stata accertata la sua eventuale appartenenza a gruppi politici o a movimenti organizzati. Diverse persone poi, alcune a volto parzialmente coperto, hanno fatto il saluto nazista durante il corteo. E si sono uditi anche insulti razzisti ed omofobi. Lo hanno constatato i giornalisti della stessa emittente francese, precisando che il servizio di sicurezza della manifestazione è intervenuto rapidamente. Il prefetto della regione Auvergne-Rhone-Alpes ha annunciato che "tutte le azioni riprovevoli attualmente rilevate sui social media" saranno "segnalate al pubblico ministero".
Alcuni momenti di tensione
Il corteo ha vissuto qualche momento di tensione quando i manifestanti sono passati nei pressi del comune di Lione. Sono stati uditi diversi slogan antifascisti da parte di passanti e gente assiepata ai bordi della strada, mentre alcuni dei militanti di estrema destra hanno indossato i passamontagna. Dai lati della strada, dove secondo i giornalisti presenti si sono radunati gruppi di sinistra, anche lo slogan "noi siamo a casa nostra". Dopo circa un'ora dall'inizio della marcia, il corteo è arrivato sul luogo del linciaggio di Quentin e i partecipanti hanno cominciato a scandire "Giustizia per Quentin". Alcuni manifestanti hanno dispiegato uno striscione con la scritta "Adieu camarade", addio compagno, mentre una decina di loro hanno innalzato fiaccole. Diversi fra i presenti si sono invece inginocchiati ed hanno cominciato a intonare canti religiosi.
La fine della marcia
Dopo canti religiosi e slogan di "Giustizia per Quentin" e "Antifa assassini", la marcia per l'estremista di destra si è poi conclusa. Gli organizzatori hanno chiesto una dispersione dei partecipanti senza incidenti, tutti si sono allontanati fra gli applausi e intonando la "Marsigliese".
L’appello del presidente Macron
Il presidente francese Emmanuel Macron, prima della marcia, aveva lanciato un appello affinché prevalesse la calma in vista della manifestazione. Macron, riportano i media francesi, aveva auspicato un "momento di raccoglimento e rispetto", ribadendo l'attenzione del governo. Il presidente francese ha inoltre confermato che la riunione della prossima settimana "con il premier e i ministri interessati" dovrà "fare il punto sull'insieme dei gruppi di azione violenta che imperversano e hanno legami con partiti politici di qualsiasi tipo”, in seguito al pestaggio mortale di Quentin Deranque, che ha acceso le tensioni tra sinistra e destra in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il ventitreenne è morto per ferite alla testa dopo essere stato aggredito da almeno sei persone a margine di una manifestazione contro un politico del partito di sinistra France Insoumise (LFI) nella città sud-orientale di Lione la scorsa settimana.
Le indagini e gli arresti
La scintilla degli scontri era stata una manifestazione di protesta del collettivo femminista di estrema destra Némésis, protetta da un "servizio d'ordine" nel quale era schierato anche Quentin. La protesta era diretta contro lo svolgimento di una conferenza della deputata de La France Insoumise (Lfi), Rima Hassan, presso la facoltà di Scienze politiche. Il gruppo che ha attaccato i membri del servizio d'ordine era in parte composto da La Jeune Garde, un gruppuscolo violento già disciolto d'autorità lo scorso giugno. Per l’aggressione sono state arrestate sette persone, per le quali è stata disposta la carcerazione preventiva con le accuse di “omicidio volontario” o “complicità” e “istigazione”. Tra gli arrestati figura anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del controverso deputato di Lfi, Raphael Arnault, di cui gran parte della classe politica chiede a gran voce le dimissioni e l'uscita dall'Assemblée Nationale.