Dazi, Merz: "Andrò in Usa con posizione europea coordinata"

Mondo
©Ansa

I leader europei reagiscono alla decisione di Trump. In Italia opposizioni all'attacco di Meloni. Tajani convoca task force di Sistema Italia

ascolta articolo

L’Europa reagisce alla decisione di Donald Trump di alzare i dazi al 15% “con effetto immediato” in risposta alla sentenza della Corte Suprema, che ha ritenuto illegittime le precedenti tariffe. Il presidente francese Emanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz auspicano una risposta unitaria da parte dell’Ue. "Esamineremo attentamente le conseguenze esatte, cosa si può fare e ci adatteremo", ha detto Macron che si è espresso a favore della sentenza della Corte Suprema sostenendo che "è positivo che nelle democrazie esistano poteri e contro-poteri. Dovremmo accoglierlo con favore". Per Merz, "il veleno più grande per le economie dell'Europa e degli Stati Uniti è questa costante incertezza sui dazi. E questa incertezza deve finire". Il cancelliere tedesco ha aggiunto: "Andrò a Washington con una posizione europea coordinata".

Benifei: "Palese violazione dell'accordo Ue-Usa"

Brando Benifei, parlamentare europeo del Pd, Presidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti dell'Europarlamento e Coordinatore per il Commercio Internazionale dei Socialisti e Democratici, ha definito la decisione di Trump "una palese violazione dell'accordo Ue-Usa che prevede un dazio massimo del 15% omnicomprensivo, al netto dei casi speciali come acciaio, alluminio e automobili. Con questa nuova imposizione, basata sull'utilizzo di una differente normativa rispetto a quella messa in discussione dalla sentenza della Corte Suprema, molti prodotti agricoli e dell'abbigliamento saranno già tassati ben sopra al 15% e per altri rimarrà incertezza. In queste condizioni nessun avanzamento dell'accordo può essere portato al voto all'Europarlamento e sarà necessaria una reazione a questo comportamento che danneggia la stabilità e la certezza delle condizioni per le nostre imprese e i nostri lavoratori e per quelli americani, obiettivi che ci eravamo dati insieme alla Commissione Europea nell'affrontare le complesse relazioni commerciali con la nuova amministrazione americana”.

L'opposizione italiana contro Meloni

In Italia, invece, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani convoca la task force di Sistema Italia per lunedì 23 febbraio, a finire nel mirino è il silenzio di Giorgia Meloni. "Avremmo voluto sentire una parola di più, forte, coraggiosa, a schiena dritta da parte del nostro governo, che invece ha sempre minimizzato", ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein intervenendo a un evento del Pd a Perugia sul no al referendum per la giustizia. "È incredibile che Giorgia Meloni sia praticamente l'unico premier europeo che ancora non si è espresso dopo la bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema Usa chiedendo uno stop alle tariffe. Ormai è persino più trumpiana di Trump stesso – le ha fatto eco Riccardo Magi di Più Europa -. Meloni sta dalla parte sbagliata della storia, con Trump contro l'Ue, l'Italia e le nostre aziende". Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha scritto sui social: "Meloni che ha sempre qualcosa da dire e un video da fare se si tratta del comico Pucci o di divulgare fake news sul referendum, non ha nulla da dire sui dazi di Trump dichiarati illegittimi e sul rilancio del Presidente Usa su nuove tariffe? Per una volta prendiamo qualche decisione forte? Reagiamo? C'è nessuno?".

Gasparri: "I dazi non fanno bene all'America"

Dalla maggioranza, si è alzata la voce critica di Maurizio Gasparri, presidente di Forza Italia: "Contro i dazi di Trump hanno votato anche giudici della Corte suprema di orientamento repubblicano – ha detto -. Evidentemente la pensano come Reagan, un grande Presidente repubblicano, che era contro i dazi e favorevole al libero commercio, unica via per far crescere l'economia di tutti i Paesi. La politica dei dazi non ha migliorato la situazione americana, anzi l'ha peggiorata, ha creato problemi in giro per il mondo. L'Italia nonostante i dazi ha visto crescere il proprio export, come ci ha ricordato il ministro dagli Esteri Tajani, responsabile di questo settore oltre che per la politica estera. I dazi sono un errore, peggio ancora quando vengono utilizzati contro i Paesi che potrebbero tassare i giganti della rete, che pagano zero tasse e che godono di una ingiusta protezione da parte di Trump. I veri liberali sono contro i dazi, sono contro l'esenzione fiscale per i giganti della rete, sono per la tutela dell'economia produttiva per la quale il prelievo fiscale deve essere diminuito, come sta facendo il governo di centrodestra in Italia. Perseverare nella politica dei dazi è un grave errore". 

Mondo: I più letti