Secondo Reuters, il Dipartimento di Stato americano è pronto a lanciare un nuovo sito in cui, attraverso l'uso di vpn e navigazione non tracciabile, contenuti classificati come incitamento all'odio o propaganda terroristica potranno essere raggiunti da cittadini di Paesi in cui non sono accessibili
Un portale online che permetta agli utenti europei e di altri Paesi di accedere a contenuti vietati provenienti dagli Stati Uniti. A questo sta lavorando il Dipartimento di Stato americano, in un progetto per combattere quella che definisce la “censura” proveniente non solo da regimi autoritari ma anche dall’Unione europea verso materiali classificati come incitamento all’odio o propaganda terroristica. A riportarlo è Reuters.
Vpn e navigazione non tracciata
Secondo le stesse fonti, il sito sarebbe ospitato all'indirizzo freedom.gov e potrebbe integrare una vpn per far apparire la navigazione come proveniente dagli Stati Uniti e l'attività degli utenti sul portale non sarebbe tracciata. A capo del progetto, che doveva essere presentato la scorsa settimana alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ma il cui annuncio è poi stato rinviato per le perplessità emerse anche da parte di funzionari e legali dello stesso Dipartimento c’è la sottosegretaria per la Diplomazia pubblica Sarah Rogers.
Le tensioni tra Trump e l'Europa
L'iniziativa potrebbe essere un altro elemento di tensione tra l'amministrazione Trump e alcuni alleati europei, dopo la questione dei dazi, la guerra in Ucraina e la voglia del presidente americano di avere un maggiore controllo sulla Groenlandia. Il portale potrebbe inoltre collocare Washington in una posizione inedita: quella di soggetto che incoraggia i cittadini a eludere leggi locali.
Un portavoce del Dipartimento di Stato ha detto a Reuters che il governo Usa "non ha un programma specifico per l'Europa" per aggirare la censura, ma ha aggiunto che "la libertà digitale è una priorità" e che comprende la diffusione di tecnologie per la privacy e l'elusione dei blocchi, come le vpn. Ha anche smentito che l'annuncio sia stato rinviato e definito "inesatto" che i legali del Dipartimento abbiano sollevato preoccupazioni. La Casa Bianca si è più volte espressa contro norme europee che considera restrittive, come il Digital Services Act dell'Ue e l'Online Safety Act britannico, sostenendo che limitino la libertà di parola. Secondo Reuters, nel progetto del portale sarebbe coinvolto anche Edward Coristine, ex membro del Doge di Elon Musk, ora attivo nel National Design Studio creato da Trump per "abbellire" i siti governativi.
Quali differenze rispetto alle vpn commerciali?
Non è comunque chiaro quale vantaggio concreto porterebbe un portale governativo rispetto alle vpn commerciali già disponibili. Il dominio freedom.gov, registrato il 12 gennaio, non presenta contenuti ma mostra il logo del National Design Studio, lo slogan "fly, eagle, fly" e un modulo di accesso. In passato gli Stati Uniti hanno contribuito a finanziare vpn e altri strumenti nell'ambito di iniziative per sostenere l'accesso all'informazione in Paesi come Cina, Iran, Russia, Bielorussia, Cuba e Myanmar.