L'ex magnate dell'editoria era a processo accusato per collusione con potenze straniere e pubblicazione sediziosa. Il 15 dicembre scorso era stato riconosciuto colpevole di collusione e sedizione
Jimmy Lai è stato condannato a 20 anni di carcere: la corte di West Kowloon ha evitato l'ergastolo, la massima pena possibile, ma ha comminato a carico dell'ex magnate dei media di Hong Kong, tra i principali attivisti pro-democrazia dell'ex colonia britannica, una pena durissima in considerazione dei suoi 78 anni e delle precarie condizioni di salute. Lai era stato dichiarato colpevole a dicembre per due capi d'accusa di collusione legati alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a giugno del 2020, dopo le proteste di massa pro-democrazia del 2019, e per un altro legato alla sedizione, in base a una legge coloniale.
Processo durato due anni
La pena a carico di Lai è maturata a conclusione di un processo durato oltre due anni, seguito con attenzione da leader mondiali e attivisti per i diritti umani. L'ex magnate, fondatore del quotidiano Apple Daily, ora chiuso, ha negato le accuse nel corso del procedimento, sostenendo di essere un prigioniero politico. La sentenza è stata emessa dal collegio di tre giudici per la sicurezza nazionale, scelti personalmente dal capo dell'esecutivo di Hong Kong, John Lee. L'udienza è durata meno di 10 minuti: "Dopo aver considerato la grave condotta criminale di Lai, la Corte ha ritenuto che la pena totale a suo carico nel presente caso dovesse essere di 20 anni di reclusione", ha riferito il dispositivo. Tuttavia, due dei 20 anni si sovrapporranno alla pena detentiva attuale di Lai, il che significa che sconterà altri 18 anni, hanno scritto i giudici.
Lai condannato insieme ad altre 8 persone
La sentenza aggiunge ulteriore tensione nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Nel 2025 il presidente americano Donald Trump ha riferito di aver chiesto all'omologo Xi Jinping di liberare Lai. Il tycoon dovrebbe incontrare il leader di Pechino in Cina ad aprile e il caso del magnate di Hong Kong potrebbe finire in agenda. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver sollevato la questione del rilascio di Lai alle autorità cinesi nella sua recente visita a Pechino, senza rivelare la risposta ricevuta. Al tycoon, cittadino britannico dal 1996, prima del ritorno di Hong Kong nella sovranità cinese, è stato negato l'accesso consolare dalle autorità dell'ex colonia, malgrado le ripetute richieste del governo britannico. La Cina non accetta la doppia cittadinanza e le autorità hanno insistito sul fatto che Lai non avesse rinunciato alla sua cittadinanza cinese. Lai è stato condannato insieme ad altri otto coimputati legati all'Apple Daily. Sei di loro erano ex dirigenti del quotidiano: hanno ricevuto pene detentive che vanno da oltre sei a 10 anni. A gennaio, nelle udienze di attenuazione, gli avvocati di Lai hanno puntato molto sul suo peggioramento della salute. Sono passati più di cinque anni da quando Lai è stato arrestato alla fine del 2020, trascorrendo la maggior parte del tempo in carcere in isolamento.
Il figlio di Jimmy Lai: "Vista l'età è una condanna a vita"
Sebastien Lai, figlio di Jimmy Lai, in un'intervista alla Bbc, ha affermato che la condanna "purtroppo non è inaspettata. Credo che ciò che è stato inaspettato sia stato il fatto che ci siano voluti cinque anni per arrivare a questo punto. Gli ultimi cinque anni, mio padre li ha trascorsi in isolamento nel carcere di massima sicurezza", avvertendo che, data l'età e le sue condizioni di salute, questa potrebbe essere sostanzialmente una "condanna a vita". "Purtroppo, il tempo stringe per mio padre. Il tempo stringe alla sua età, viste le condizioni e i problemi cardiaci. Ha perso dieci chili solo nell'ultimo anno".
Hong Kong: 'Condanna soddisfacente'. Cina: "Pena legittima"
Il capo dell'esecutivo di Hong Kong, John Lee, ha giudicato "profondamente soddisfacente" la condanna a 20 anni di carcere. "I crimini di Jimmy Lai sono odiosi ed estremamente gravi. La sua pesante condanna a 20 anni di reclusione dimostra la forza dello Stato di diritto, fa prevalere la giustizia ed è profondamente soddisfacente", ha affermato in un comunicato. La Cina ha dichiarato che la condanna è "legittima" e "ragionevole". "Hong Kong è una società governata dallo Stato di diritto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian in una conferenza stampa, aggiungendo che la lunga pena "è ragionevole, legittima e legale; non c'è spazio per discussioni". Lai è un "cittadino cinese", nonché "uno dei principali pianificatori e partecipanti a una serie di attività anti-cinesi e destabilizzanti a Hong Kong", ha aggiunto Lin, in risposta a una domanda sulla condanna e sulla menzione del suo caso sia come cittadino britannico da parte del premier britannico Keir Starmer durante la sua recente visita in Cina e sia di un suo rilascio sollecitato dal presidente americano Donald Trump.
Pechino: "Lai ha messo in grave pericolo sicurezza nazionale"
"Le sue azioni hanno seriamente minato il principio fondamentale di 'un Paese, due Sistemi', hanno messo in grave pericolo la sicurezza nazionale e danneggiato la prosperità, la stabilità e il benessere dei residenti di Hong Kong. Pertanto, Lai merita una severa punizione ai sensi di legge", ha rincarato Lin nel corso del briefing quotidiano. "Hong Kong è una società governata dallo stato di diritto. Le autorità giudiziarie dell'Amministrazione speciale svolgono i propri doveri nel rispetto della legge, ne rispettano l'autorità e tutelano la sicurezza nazionale in modo ragionevole, legittimo e irreprensibile", ha proseguito il portavoce. Il governo centrale, in questo scenario, "sostiene con fermezza Hong Kong nel salvaguardare la sicurezza nazionale nel rispetto della legge e nel punire i crimini che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale". Mentre, per quanto riguarda le dichiarazioni di Paesi stranieri, "i casi giudiziari rilevanti sono puramente affari interni di Hong Kong" e la Cina "esorta i Paesi interessati a rispettare la sovranità cinese e lo stato di diritto di Hong Kong, ad astenersi dal fare dichiarazioni irresponsabili sui procedimenti giudiziari della città e a cessare qualsiasi forma di interferenza negli affari giudiziari di Hong Kong o negli affari interni della Cina".
Gb: "Interverremo". Ue chiede rilascio "immediato"
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha promesso di riprendere rapidamente i contatti con Pechino . "A seguito della sentenza odierna, ci occuperemo rapidamente del caso del signor Lai", ha dichiarato in un comunicato Cooper. "Siamo solidali con il popolo di Hong Kong", ha aggiunto. L'Unione Europea ha dichiarato di "deplorare" la condanna chiedendo il suo "rilascio immediato e incondizionato". "L'Ue invita le autorità di Hong Kong a ripristinare la fiducia nella libertà di stampa a Hong Kong e a smettere di perseguire i giornalisti", ha affermato in una dichiarazione la portavoce degli affari esteri dell'UE Anitta Hipper. L'organizzazione Reporters sans frontières (RSF) ha denunciato "il crollo totale della libertà di stampa" a Hong Kong. "Oggi cala il sipario sulla libertà di stampa a Hong Kong. Siamo indignati per le pesanti condanne inflitte a Jimmy Lai e ai dirigenti dell'Apple Daily", il quotidiano filodemocratico oggi chiuso di cui Jimmy Lai era il fondatore, ha dichiarato Thibaut Bruttin, direttore generale di RsF.