TikTok, design e grafica creano dipendenza e violano regole digitali dell'Ue

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Bruxelles contesta al social di andare contro il Digital Services Act, minacciando la salute dei minori. La vicepresidente Henna Virkkunen invoca la responsabilità delle piattaforme, mentre l'azienda respinge le accuse definendole false e prive di fodamento. Se confermate, le violazioni potrebbero costare al colosso cinese sanzioni fino al 6% del fatturato globale 

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La Commissione europea ha contestato in via preliminare la violazione da parte di TikTok del Digital Services Act (Dsa) attraverso un design studiato per creare dipendenza. L'indagine, aperta il 19 febbraio 2024, evidenzia come l'app sfrutti meccanismi psicologici per mantenere gli utenti incollati allo schermo. 

I punti chiavi dell'accusa

Secondo Bruxelles, TikTok avrebbe ignorato i rischi per la salute fisica e mentale degli utenti, in particolare dei minori. Sotto la lente d'ingradimento sono finiti: funzionalità compulsive - lo "scorrimento infinito", la riproduzione automatica e le notifiche push costanti -; effetto "pilota automatico" - il sistema di raccomandazione genera una ricompensa costante che riduce l'autocontrollo e alimenta impulsi compulsivi -; mancata tutela dei minori - ignorati i segnali di uso eccessivo, come le ore trascorse sull'app durante la notte -. La vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen, ha ribadito la linea dura di Bruxelles: "La dipendenza dai social media può avere effetti dannosi sullo sviluppo mentale dei bambini e degli adolescenti. La legge sui servizi digitali rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa, applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri bambini e i nostri cittadini online".

Sistemi di controllo bocciati

L'esecutivo Ue definisce "inefficaci" le attuali misure di protezione: il parental control è giudicato troppo complesso per i genitori, mentre i limiti di tempo sullo schermo sono ritenuti troppo facili da ignorare. La Commissione chiede modifiche strutturali: disattivazione delle funzioni di dipendenza, pause forzate e adattamento del sistema di raccomandazione. 

Cosa rischia TikTok

Se le violazioni fossero confermate, il colosso cinese rischierebbe sanzioni pesantissime, fino al 6% del fatturato annuo globale. Il procedimento prosegue su più fronti: mentre la sezione sulla trasparenza pubblicitaria è stata chiusa a dicembre 2025, restano aperti i fascicoli sull'effetto "rabbit hole" - navigazione compulsiva in contenuti potenzialmente dannosi - e sull'accesso ai dati per i ricercatori. 

 

La replica del colosso cinese

Non si è fatta attendere la risposta del colosso di proprietà ByteDance. Un portavoce di TikTok ha respinto fermamente le conslusioni: "Le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento e adotteremo tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione". TikTok, inoltre, respinge le accuse citando le oltre 50 funzioni di sicurezza attive per i minori, tra cui il limite automatico di 60 minuti, il "collegamento familiare" per il controllo parentale e il silenziamento delle notifiche notturne. L'azienda sottolina come la stessa Commissione Ue, in un recente documento Dsa inviato al Parlamento europeo, abbia indicato il feed non personalizzato come esempio di "sistema di raccomandazione alternativo che informa, invece di attirare, e che coinvolge gli utenti senza sfruttarli". Sul tema della dipendenza, il colosso cinese richiama le posizioni dell'Unicef, secondo cui non esisterebbero prove scientifiche certe di un danno diretto alla salute mentale derivante dal tempo trascorso online, ribadendo l'efficacia dei propri strumenti di monitoraggio e delle attività dedicate al benessere digitale. 

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