Introduzione
Sono attualmente 22 i Paesi che hanno accettato l'invito per il Consiglio coniato da Donald Trump e che hanno deciso di aderire. L'Italia, per il momento, ha congelato l'adesione per "incompatibilità costituzionale", ha detto la premier Giorgia Meloni.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Ecco tutti i dettagli.
Quello che devi sapere
Le prime adesioni e la cautela di Bruxelles
Il presidente Usa spinge e avrebbe il desiderio di chiudere tutto già a Davos, dove si svolge il Forum economico. Una timeline molto risicata molto probabilmente incompatibile con la complessità dell'operazione. Ad aver detto sì, a strettissimo giro, sono stati Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Marocco, Albania, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti. Stamattina si è unito al coro anche Benjamin Netanyahu. La maggior parte dei governi che hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla ricezione degli inviti - si sottolinea a Bruxelles - ha indicato, invece, che la questione è "oggetto di revisione politica e giuridica istituzionale", mentre alcuni hanno sottolineato "la necessità di consultare i propri partner"
Le incognite sulla scelta dei leader: il veto di Zelensky a Putin
Che la questione sia delicata lo testimonia il fatto che i 27 Stati membri dell'Unione Europea ne discuteranno al vertice straordinario di giovedì, in aggiunta alla crisi scoppiata intorno alla Groenlandia. Gli animi, anche qui, si stanno scaldando. "È un documento folle, disegnato per minare alla base le Nazioni Unite", confida un diplomatico. "Sembra una cosa uscita da un (brutto) film d'azione", chiosa una fonte europea. A pesare - al di là dei contenuti della Carta, dove a contare davvero è solo uno, ovvero Donald Trump - è pure la scelta dei leader. C'è Vladimir Putin (la Russia siede pur sempre al Consiglio di sicurezza dell'Onu) ma anche Alexander Lukashenko, il presidente-dittatore della Bielorussia. Volodymyr Zelensky, confermando di aver ricevuto l'invito, parlando coi giornalisti ha preso tempo, spiegando che i diplomatici ucraini "stanno esaminando" il tutto. "La Russia è il Paese che ci ha dichiarato guerra e la Bielorussia è suo alleato, è ancora molto difficile per me immaginare come potremmo lavorare insieme in qualsiasi tipo di consiglio", ha sottolineato.
Gaza e la Palestina non menzionate in nessuna parte del dossier
D'altra parte il Board of Peace era stato originariamente concepito per supervisionare la ricostruzione del territorio palestinese, ma il suo statuto, così come formulato ora, non sembra limitarne il ruolo a Gaza (la Striscia o la Palestina non sono menzionate in nessuna parte del documento, perlomeno nelle versioni pubblicate sinora). Si tratterebbe infatti di "un'organizzazione internazionale che mira a promuovere la stabilità, ripristinare un governo affidabile e legittimo e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti", si legge nel preambolo. E "svolgerà tali funzioni di costruzione della pace in conformità con il diritto internazionale". Quindi resta da capire a cosa stia mirando realmente Trump.
L'attacco di Trump a Macron dopo il rifiuto dell'invito
Parlando con la Cnn, il tycoon si è scagliato contro Macron proprio in relazione al gran rifiuto. "Nessuno lo vuole, lascerà l'incarico molto presto e quindi va bene così", ha sferzato. "Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà" ha poi aggiunto subito evidenziando, in tipico stile Trump, che "non è obbligato a farlo". Insomma, non un gran viatico. "Questa iniziativa avrà l'effetto contrario: rivitalizzerà l'Onu e il dibattito sulla riforma delle agenzie internazionali", azzarda un'altra fonte europea. "Nessuno vuole vivere in un mondo dove conta solo una persona e gli altri si devono accodare, rimanendo zitti".
I Paesi che hanno aderito al Board of Peace
Ad oggi, i Paesi che hanno accettato l'invito del presidente americano di entrare a far parte del Board of Peace per Gaza sono 22. Durante il World Economic Forum a Davos, il tycoon e gli altri membri del consiglio hanno firmato la carta dell'organismo internazionale, che consente di procedere con la "fase due" dell'accordo. Nello specifico, i Paesi che hanno aderito sono Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam.
I Paesi firmatari
I primi a sottoscrivere il documento insieme a Trump sono stati i rappresentanti di Bahrein e Marocco. Poi, gli altri presenti, tra cui il presidente argentino, Javier Milei, il premier ungherese, Viktor Orban, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, il ministro degli Esteri saudita, Faisal Bin Farhan al Saud, Khaldoon Khalifa Al Mubarak funzionario del governo degli Emirati Arabi, e la presidente del Kosovo, Vjosa Osmani.
Dopo una prima reazione negativa, Israele ha annunciato che aderirà al Board of peace, ma non ha partecipato alla cerimonia.
I Paesi che non aderiranno o non hanno confermato
- I Paesi che hanno deciso di non aderire al Board of Peace per Gaza sono, attualmente, Francia, Norvegia, Slovenia, Svezia e Regno Unito.
- Tra gli invitati che invece non hanno ancora confermato l'adesione al Comitato figurano Cambogia, Cina, Croazia, Germania, India, Italia, l'esecutivo dell'UE, Paraguay, Russia, Singapore, Thailandia e Ucraina.
Perché l'Italia non aderisce
Anche l'Italia ha ricevuto l'invito da Donald Trump. Ma la premier Giorgia Meloni ha congelato l'adesione all'organismo voluto dal presidente Usa per un problema di "incompatibilità costituzionale" che "non consente di firmare subito, ci serve più tempo", ha precisato la presidente del Consiglio. "La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione, "quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto" del Board of Peace per Gaza, ha detto Meloni. Intanto, Trump ha riferito che sia l'Italia che la Polonia hanno espresso la volontà di "unirsi al Consiglio", ma che "prima devono espletare le formalità necessarie".