L’Angelus di Papa Leone XIV: non abbiamo bisogno di "surrogati di felicità"

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Davanti ad una piazza San Pietro gremita il Pontefice ha condiviso una riflessione sull’importanza di prestare attenzione alle cose semplici e di non dare eccessiva importanza alla visibilità e alla fame. Non abbiamo bisogno di questi “surrogati di felicità”, ha detto il Papa

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"All’approvazione, al consenso, alla visibilità viene data spesso un’importanza eccessiva, tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d’animo delle persone, da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazione effimeri, deludenti, imprigionanti. In realtà, non abbiamo bisogno di questi 'surrogati di felicità'. La nostra gioia e la nostra grandezza non si fondano su illusioni passeggere di successo e di fama, ma sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli". Così ha parlato Papa Leone XIV.

"È l’amore di cui ci parla Gesù: quello di un Dio che ancora oggi viene tra noi non a stupirci con effetti speciali, ma a condividere la nostra fatica e a prendere su di sé i nostri pesi, rivelandoci chi siamo realmente e quanto valiamo ai suoi occhi", ha sottolineato il Papa.

"Non lasciamoci trovare distratti al suo passaggio. Non sprechiamo tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza. Impariamo da Giovanni il Battista a mantenere vigile lo spirito - dice il Papa - amando le cose semplici e le parole sincere, vivendo con sobrietà e profondità di mente e di cuore,  accontentandoci del necessario e trovando possibilmente ogni giorno un momento speciale, in cui  fermarci in silenzio a pregare, riflettere, ascoltare, insomma a 'fare deserto', per incontrare il Signore e stare con lui".

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