Fake news, sondaggio: giovani sanno di essere esposti ma pensano di saperle riconoscere
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Il Youth Survey 2024 del Parlamento europeo ha preso in esame il punto di vista dei cittadini dell’Unione europea tra 16 e i 30 anni. Secondo l’indagine, il 76% degli intervistati ritiene di essere stato esposto a disinformazione nei 7 giorni precedenti al sondaggio, il 70% è però fiducioso di saperla riconoscere: ecco cosa dicono i dati europei e italiani
I giovani europei pensano di imbattersi nelle fake news con una certa frequenza, ma sono anche fiduciosi di essere in grado di riconoscere la disinformazione: è questo il quadro che emerge dal Youth Survey 2024 del Parlamento europeo, che ha preso in esame il punto di vista dei cittadini di età compresa tra 16 e i 30 anni nell’Unione europea. Ad essere intervistati sono stati 25,863 giovani, che hanno risposto a domande su vari temi: per esempio quali siano le loro priorità politiche, il sostegno all’Unione europea e le loro fonti d’informazione. E l’indagine - condotta tra settembre e ottobre dello scorso anno e pubblicata nelle ultime settimane - mostra come il 76% degli intervistati ritenga di essere stata esposta a fake news nei 7 giorni precedenti al sondaggio. Il 70% si è detto però fiducioso di saper riconoscere la disinformazione. Dal sondaggio emerge poi che i social media sono la principale fonte di informazione su temi politici e sociali per il 42% degli intervistati a livello europeo, con la televisione in seconda posizione con il 39%. Anche se in questo campo si registrata una certa differenza tra le diverse fasce d’età.
Le fonti di notizie per i più giovani
La preferenza per la televisione, infatti, risulta essere più alta tra le persone di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Inoltre questa fascia d’età è più propensa a usare radio e piattaforme di news online rispetto alle persone più giovani. Gli intervistati tra i 16 e i 18 anni, infatti, si affidado maggiormente ai social media (42%) rispetto a chi ha tra i 25 e i 30 anni (39%); inoltre i più giovani si affidano a parenti, amici e colleghi più spesso (29% contro il 23%). Guardando invece alle piattaforme social più usate per ottenere informazioni, Instagram è al primo posto sia in Italia (59%) che in Europa (47%) mentre X/Twitter è ultimo sia in Italia (19%) sia in Europa (21%).

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La situazione in Italia
Il sondaggio fornisce poi uno spaccato anche dei singoli Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, i dati sull’esposizione percepita alle fake news sono sostanzialmente in linea con quelli europei: il 75% degli intervistati ritiene di essere stato esposto qualche volta, spesso o molto spesso a disinformazione nella settimana precedente al sondaggio, contro il 76% a livello europeo. La situazione è invece un po’ diversa se si osservano i risultati sulle fonti di informazioni: in Italia al primo posto risulta esserci la televisione (52%), che è in seconda posizione a livello europeo (39%).

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Il progetto AI4TRUST
Il contrasto alla disinformazione è al centro di AI4TRUST. Il progetto, finanziato dal programma Horizon Europe dell’Unione Europea, si propone di sviluppare una piattaforma contro la disinformazione che combini l'apporto dell'intelligenza artificiale con le verifiche di giornalisti e fact-checker. AI4TRUST, di cui Sky TG24 è partner, è anche stato al centro della puntata del programma di approfondimento "Progress" andata in onda domenica 23 marzo.
