Direttiva rifiuti, Ue apre procedura d'infrazione contro l'Italia

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Lo annuncia Bruxelles in una nota precisando che il termine ultimo per il recepimento della direttiva era il 5 luglio 2020

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La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all'Italia (INFR(2024)2097) per non aver recepito correttamente la direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE sui rifiuti modificata dalla direttiva (UE) 2018/851). La direttiva quadro sui rifiuti - spiega la Commissione - è la legislazione quadro dell'Ue volta a prevenire o ridurre la produzione di rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell'uso delle risorse e migliorando l'efficienza di tale uso, che sono fondamentali per la transizione verso un'economia circolare e per garantire la competitività dell'Unione nel lungo periodo. La direttiva modificata fissa obiettivi vincolanti per il riciclaggio e la preparazione dei rifiuti urbani per il riutilizzo. Introduce inoltre l'obbligo per gli Stati membri di migliorare i propri sistemi di gestione dei rifiuti e l'efficienza dell'uso delle risorse. Il termine ultimo per il recepimento della direttiva modificata nella legislazione nazionale da parte degli Stati membri era il 5 luglio 2020. La Commissione ha già avviato procedure di infrazione contro altri dieci Stati membri (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Francia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo e Romania). La Commissione ha riscontrato che l'Italia non ha recepito correttamente diverse disposizioni della direttiva modificata, comprese quelle sulla responsabilità estesa del produttore, garantendo un riciclaggio di alta qualità, la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e l'attuazione di un sistema di tracciabilità elettronica. La Commissione invia pertanto una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone ora di due mesi per rispondere e rimediare alle carenze sollevate dalla Commissione. 

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