Guerra in Ucraina, i timori dei polacchi al confine. VIDEO

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Monica Napoli

A Przemysl, cittadina di 60mila abitanti a poche decine di km dal punto dove sono caduti i missili russi, c'è il timore che la guerra possa uscire dai confini dell'Ucraina. La routine sembra lontana dalle esplosioni oltre confine, eppure la paura di essere coinvolti accompagna le giornate di molti. Il reportage

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Se attacca Leopoli è come se attaccasse noi. Un pensiero che corre da giorni nelle menti di chi vive al confine con l’Ucraina, un timore condiviso dai più. A Przemysl, cittadina di 60mila abitanti a poche decine di km dal punto dove sono caduti i missili russi, il timore c’è. “Ho paura perché la guerra è vicina, io vorrei solo la pace”, ci dice una ragazza ferma al semaforo. La routine sembra lontana dall'esplosione eppure la paura di essere coinvolti accompagna le giornate di molti (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE - I VIDEO DI SKY TG24).

La paura dei polacchi e i Marines al confine

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“I polacchi hanno paura come tutti quanti”, commenta una signora. E il pensiero va ai più giovani, ai figli e ai nipoti. “Sono preoccupata per i miei figli e nipoti”, ci dice un’altra signora mentre sorseggia il caffè in compagnia del marito, Peter, che invece trova nella presenza dei Marines una sicurezza. In città la presenza dei militari statunitensi è evidente, basta camminare per le vie del centro per incontrarli. “Putin è uno psicopatico ma sono convinto che la Nato sia più forte”, aggiunge ancora Peter. La speranza che non accada nulla resta anche se flebile.

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Intanto, alla stazione di Przemysl continuano ad arrivare centinaia di persone al giorno, qui giungono i treni diretti da Leopoli, viaggi che durano anche 12 ore, e qui le persone trovano sostegno medico e beni di prima necessità per continuare il viaggio, verso le diverse destinazioni europee. Ma c’è anche chi, come Margot, ha deciso di rimanere nella cittadina di frontiera almeno per il momento per dare una mano. È arrivata 6 giorni fa dall’Ucraina, da Kiev, un viaggio complicato anche emotivamente. "Kiev è sotto assedio e restare ad aiutare è un dovere e qui mi sento al sicuro", ci dice, contenta di poter dare una mano, convinta che le forze militari ucraine riusciranno a proteggere anche l’Europa.

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