Roberta Metsola, le posizioni sull’aborto della nuova presidente del Parlamento europeo

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La 43enne maltese, appena eletta all’Assemblea di Strasburgo ha chiarito: “Le mie posizioni sull'aborto saranno quelle del Pe. Non voterò più sul tema, in passato ho difeso la posizione di Malta”. Finora, infatti, si descriveva come "dichiaratamente pro life” e ha spesso votato contro provvedimenti a favore dell’interruzione di gravidanza

"Le mie posizioni sull'aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento. Le promuoverò all'interno e all'esterno di questa Camera". Dopo la sua elezione come nuova presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola in conferenza stampa ha voluto subito chiarire la sua visione sul tema dell’aborto. La 43enne maltese, infatti, aveva in passato espresso posizioni considerate dalle forze di centro-sinistra come troppo conservatrici. E aveva spesso difeso il suo Paese, Malta, affinché mantenesse una sua autonomia nella posizione anti-abortista di La Valletta, unico Stato dell'Ue dove l'aborto è illegale. I voti del passato "facevano riferimento a posizioni di carattere nazionale. Io non voterò più su temi come l'aborto", ha invece sottolineato Metsola dopo l’elezione, ribadendo che il Parlamento Ue "ha sempre detto che voleva che questi diritti dovessero essere meglio protetti. Questa è la posizione dell'aula, e io mi impegno nei confronti di tutti al riguardo”.

Metsola: questo Parlamento Ue lotterà per diritti delle donne

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"Questo Parlamento lotterà per i diritti delle donne”, ha dichiarato la neopresidente dell'Assemblea di Strasburgo in un'intervista all'Ansa soffermandosi sul tema dei diritti, in merito ai quali aveva ricevuto in questi giorni alcune critiche. Per Metsola, quanto accade all’Europarlamento va separato da quanto accade a La Valletta. "La situazione nel mio Paese è diversa, c'è un dibattito in corso, che però deve svolgersi in quello Stato membro", ha spiegato.

Le precedenti posizioni di Metsola sull’aborto

In passato Metsola a Strasburgo ha votato contro mozioni a favore della libera scelta delle donne sull’interruzione di gravidanza. Nel 2018 si descriveva come "dichiaratamente pro life". Jacopo Coghe, vicepresidente della Onlus Pro Vita & Famiglia, ha ricordato che "Metsola ha dato prova della sua attenzione al tema della vita nascente, per esempio votando contro il rapporto Matic”, approvato nell'estate del 2021, che definisce l'aborto un diritto.

Il caso maltese

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Malta è l’unico Paese dell’Unione a vietare l’aborto (oltre al caso particolare della Polonia che lo consente solo in alcune circostanze). Entrando nell’Ue nel 2004, Malta ha mantenuto autonomia sul tema e Metsola, nel suo ruolo di europarlamentare ha difeso questa posizione. Nel 2015 ha espresso contrarietà sulle conclusioni di un report sull’uguaglianza di genere che includeva il “pronto accesso all’aborto” come requisito per la parità. Ha sempre giustificato la sua posizione come dovuta a scelte che ricadevano sulla sovranità nazionale, ma anche nei voti su documenti non vincolanti, cioè che non hanno effetti sulle legislazioni dei singoli Paesi, ha votato contro. Come nel recente caso in cui ha dato parere negativo a un report sull’accesso universale e sicuro all’aborto, che faceva rientrare le restrizioni all’interruzione di gravidanza nelle violazioni dei diritti umani.

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