Il mondo di Francesco, lo speciale di Sky TG24 sul Papa

Mondo

Laura Ceccherini

La missione di un pontificato riassunta nel nome, Francesco, che nessuno prima di lui aveva mai scelto. In occasione degli 85 anni di Jorge Maria Bergoglio, Sky TG24 racconta, in uno speciale suddiviso in sei capitoli, Il Mondo di Francesco, il pensiero del primo Papa gesuita e latinoamericano della storia. Lo speciale - firmato da Stefano Maria Paci, con la collaborazione di Laura Ceccherini e a cura di Roberto Palladino - è disponibile su Skytg24.it e On Demand

Papa Francesco compie 85 anni ed entra nella classifica dei dieci Papi più longevi della storia (LA FOTOSTORIA). È nato nel 1936 in Argentina, arrivato "dalla fine del mondo" come dice lui stesso la sera dell'elezione al Soglio Pontificio il 13 marzo 2013. Piazza San Pietro piena all'inverosimile, fedeli da tutto il mondo, la fumata bianca, l'attesa e poi il suo "buonasera" pieno e semplice che cattura subito l'attenzione di tutti. Papa Francesco ha una forza comunicativa enorme, un linguaggio diretto ma efficace, capace di toccare temi difficili senza discostarsi però dalla dottrina. (GUARDA LO SPECIALE INTEGRALE - GUARDA LA PUNTATA SPECIALE DEL 21 DICEMBRE, Prima parte - Seconda parte)

Un nome per gli ultimi

approfondimento

Papa Francesco compie 85 anni: una vita per la fede. LE FOTO

Dal 2013 viaggia per il mondo, incontra i leader dei diversi Paesi, tuona contro le ingiustizie, contro le disparità, con grande attenzione ai poveri agli ultimi, che non devono mai essere, ripete più volte, scarti della società.  Per loro sceglie il nome di Francesco per non dimenticarsi mai dei poveri, delle periferie, perché è da lì, ricorda che il mondo si vede veramente, dalle periferie. "Come vorrei una chiesa povera, per i poveri" dice in uno dei primi incontri con la stampa nel marzo 2013, questo il suo faro: l'attenzione ai bisognosi.

La cura degli altri

La sua semplicità colpisce da subito, il suo desiderio di normalità, per quanto possibile, cattura.  Decide infatti di vivere nella Domus Sanctae Marthae e non nell'appartamento papale. Perché? “Perché ho bisogno di stare in mezzo agli altri”, risponde sorridendo.  O come quando in uno dei tanti viaggi si presenta sulla scaletta dell'aereo portando da solo la sua valigia. Un pontificato caratterizzato dalla cura degli altri, ma anche dall'attenzione per l'ambiente. A questo dedica anche un'enciclica, Laudato sì, alla terra. Compromessa ripete più volte e più volte tuona: "È il momento di agire". "La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi". E poi la lotta al capitalismo, in questo mondo governato dai soldi, come ripete spesso, abbiamo perso l'attenzione per gli altri. Lo ricorda con forza a Lampedusa dopo l'ennesimo naufragio, con tristezza e rabbia ripete: abbiamo generato la globalizzazione dell'indifferenza verso gli altri. Un'omelia fortissima contro i trafficanti di morte in un mare Mediterraneo sempre più "cimitero senza lapidi".

Un pontificato difficile

Ottantacinque anni e lo spunto per riflettere su un pontificato che ha toccato anche temi delicati e difficili, come quello dei diritti: consapevole di vivere in una società che muta in fretta Papa Francesco continua a riconoscere la famiglia formata solo da uomo e donna, il sacramento del matrimonio dice, ma non chiude gli occhi difronte alle altre realtà. "Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?". Condanna fermamente l'aborto e l'eutanasia e senza nascondersi prende posizione sugli abusi nella Chiesa: fatti gravissimi – dice - subiti da chi si è avvicinato alla Chiesa con fiducia. Papa Francesco si confronta poi con le altre religioni, incontrando leader religiosi e contribuendo alla soluzione di tante questioni spinose. Un Pontificato seguito in questi anni, soprattutto in questi ultimi anni così difficili; rimarranno nella storia le immagini di papa Francesco che prega da solo, in una piazza San Pietro deserta, nel silenzio reso rumoroso solo dalla pioggia, e chiede a Dio aiuto per superare la pandemia: "Non lasciarci in balìa della tempesta". Immagini che difficilmente potremo dimenticare di un Pontefice vicino, partecipe, umano.

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